Le leggi della Natura
 

il caso Felice Ippolito

not1xor1 27 Ott 2015 18:18
su Le Scienze di questo mese c'è un interessante articolo su Felice
Ippolito

IMHO spiega in modo convincente come questo paese sia finito da essere
uno dei primi produttori di penicillina, il terzo paese per la
produzione di energia nucleare, il terzo paese a mandare satelliti
nello spazio, per non parlare della rilevanza mondiale nel campo della
chimica e dell'elettronica/informatica ad essere un paese ridicolo che
promuove (e anche male) solo moda, turismo e prodotti tipici

--
bye
!(!1|1)
Tommaso Russo, Trieste 1 Nov 2015 23:24
Il 27/10/2015 18:18, not1xor1 ha scritto:
>
> su Le Scienze di questo mese c'è un interessante articolo su Felice
> Ippolito
>
> IMHO spiega in modo convincente come questo paese sia finito da essere
> uno dei primi produttori di penicillina, il terzo paese per la
> produzione di energia nucleare, il terzo paese a mandare satelliti nello
> spazio, per non parlare della rilevanza mondiale nel campo della chimica
> e dell'elettronica/informatica ad essere un paese ridicolo che promuove
> (e anche male) solo moda, turismo e prodotti tipici


Tutto spiegato gia' nel '68:

<http://www.amazon.it/IL-COSTO-DELLA-MENZOGNA-1945-1968/dp/B00B28WMHS>


--
TRu-TS
buon vento e cieli sereni
not1xor1 3 Nov 2015 05:11
Il 01/11/2015 23:24, Tommaso Russo, Trieste ha scritto:

>> su Le Scienze di questo mese c'è un interessante articolo su Felice
>> Ippolito
[...]
> Tutto spiegato gia' nel '68:
>
> <http://www.amazon.it/IL-COSTO-DELLA-MENZOGNA-1945-1968/dp/B00B28WMHS>

interessante... grazie
--
bye
!(!1|1)
not1xor1 3 Nov 2015 06:32
Il 01/11/2015 23:24, Tommaso Russo, Trieste ha scritto:
> <http://www.amazon.it/IL-COSTO-DELLA-MENZOGNA-1945-1968/dp/B00B28WMHS>

cercando maggiori informazioni in rete però ho trovato:

questo libro è un pamphlet contro tutti coloro che non hanno dato
spazio al CISE. E' uno sfogo rancoroso soprattutto contro Ippolito e
tutti gli scienziati che, successivamente, gli dettero solidarietà.
Nel libro il ruolo della Edison in tutti gli impedimenti creati alla
ricerca nucleare italiana è semplicemente sottaciuto.

da un pdf di Roberto Renzetti scaricato da fisicamente.net
sito interessante... non lo conoscevo...
--
bye
!(!1|1)
Aleph 3 Nov 2015 14:39
Il giorno giovedì 29 ottobre 2015 10:15:03 UTC+1, not1xor1 ha scritto:

> su Le Scienze di questo mese c'è un interessante articolo su Felice
> Ippolito
>
> IMHO spiega in modo convincente come questo paese sia finito da essere
> uno dei primi produttori di penicillina, il terzo paese per la
> produzione di energia nucleare, il terzo paese a mandare satelliti
> nello spazio, per non parlare della rilevanza mondiale nel campo della
> chimica e dell'elettronica/informatica ad essere un paese ridicolo che
> promuove (e anche male) solo moda, turismo e prodotti tipici
...

Perché tu pensi che, nel 2015, produrre energia nucleare sia un segno
distintivo di sviluppo economico-industriale?

Saluti,
Aleph
vr078481@studenti.univr.it 7 Nov 2015 20:37
Il giorno giovedì 29 ottobre 2015 10:15:03 UTC+1, not1xor1 ha scritto:
> su Le Scienze di questo mese c'è un interessante articolo su Felice
> Ippolito
>

la rivista fondata da Ippolito si scandalizza per il caso Ippolito
Elio Fabri 10 Nov 2015 21:28
vr078481@studenti.univr.it ha scritto:
> la rivista fondata da Ippolito si scandalizza per il caso Ippolito
Non capisco che cosa vuoi dire.
Ma se adombri una specie di "conflitto d'interessi", sei largamente
fuori strada.
"Le scienze" è nata nel 1968. E' stata diretta da Ippolito per un po'
di anni (non so quanti).
Ippolito è morto da 18 anni.
Riesci a immaginare quanti cambiamenti di direzione (e di proprietà)
ci sono stati in 47 anni?

--
Elio Fabri
Aleph 11 Nov 2015 17:23
Il giorno martedì 10 novembre 2015 21:36:02 UTC+1, Elio Fabri ha scritto:

Però, entrando più nello specifico, a me lascia perplesso l'abstract
dell'articolo di Le Scienze (che non ho letto):






"Cent'anni fa nasceva Felice Ippolito, uno dei principali artefici dello
sviluppo del nucleare in Italia tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta. Per
questo impegno, che era collegato con un acceso dibattito sulla
nazionalizzazione dell'industria elettrica, Ippolito pagò con il carcere in
base ad accuse infondate e pretestuose, alimentate dalla stampa. Lo scienziato
napoletano però non fu solo uno dei protagonisti del nucleare italiano, ma fu
anche uno dei principali esponenti di un blocco sociale che in quegli anni
modernizzava il paese portandolo a competere con successo nei settori di punta a
scala planetaria. L'arresto di Ippolito fu una delle prime sconfitte di questi
modernizzatori, a tutto vantaggio di un altro blocco, costituito da forze
conservatrici culturali, politiche ed economiche, che alla fine avrebbe avuto la
meglio."



A parte il tono agiografico-celebrativo, trovo stucchevole la contrapposizione
semplicistica modernizzatori/conservatori, che mi sembra un modo manicheo di
fare storia (o polemica giornalistica) un tanto al chilo e senza sviscerare le
questioni e le complessità, sottese al tema dello sviluppo
economico/scientifico/sociale di un Paese come il nostro.


Inoltre, anche se non conosco a fondo il caso Ippolito, l'idea che mi sono fatto
è che sia stato attaccato più per il suo appoggio alla nazionalizzazione delle
aziende elettriche, che per il suo sostegno
al nucleare.

Saluti,
Aleph
ADPUF 12 Nov 2015 20:03
Elio Fabri 21:28, martedì 10 novembre 2015:
>
> "Le scienze" è nata nel 1968. E' stata diretta da Ippolito
> per un po' di anni (non so quanti).
> Ippolito è morto da 18 anni.
> Riesci a immaginare quanti cambiamenti di direzione (e di
> proprietà) ci sono stati in 47 anni?


Però ha sempre avuto una linea alquanto filo-nucleare, anche se
non ostile alle altre tecnologie energetiche.


--
AIOE ³¿³
Claiudio 5 Dic 2015 08:10
Il 12/11/2015 20:03, ADPUF ha scritto:
> Però ha sempre avuto una linea alquanto filo-nucleare, anche se
> non ostile alle altre tecnologie energetiche.
Con l'ultimo cambio di direttore, non è più vera la prima parte.
Claiudio 5 Dic 2015 08:24
Il 03/11/2015 06:32, not1xor1 ha scritto:
> Il 01/11/2015 23:24, Tommaso Russo, Trieste ha scritto:
>> <http://www.amazon.it/IL-COSTO-DELLA-MENZOGNA-1945-1968/dp/B00B28WMHS>
>
> cercando maggiori informazioni in rete però ho trovato:
>
> questo libro è un pamphlet contro tutti coloro che non hanno dato spazio
> al CISE. E' uno sfogo rancoroso soprattutto contro Ippolito e tutti gli
> scienziati che, successivamente, gli dettero solidarietà. Nel libro il
> ruolo della Edison in tutti gli impedimenti creati alla ricerca nucleare
> italiana è semplicemente sottaciuto.

Vero, Silvestri essendogli dipendente era "parziale".
Un consiglio che posso darti è di cercare anche i libri di Felice
Ippolito: ne ho uno che, mi pare, si intitola "Italia Nucleare - 1945...".
Lo stile e la voglia di ricordare come andarono le cose è completamente
differente e, secondo me, è decisamente meglio il Silvestri.

Per fare un esempio: nel libro di Ippolito è scritto che la centrale di
Trino Vercellese fu l'ultima a partire, dando l'impressione al lettore
che i privati non siano poi così efficienti.
Ma potendo leggere anche la campana delle Edison, cioè Silvestri, viene
fuori il perché del ritardo: tanto per dirne uno, il trasporto via
chiatta lungo il Po del vessel, in cui dovettero aspettare la morbida
primaverile ritardando di svariati mesi la consegna.

Il Silvestri parla anche degli impedimenti che la Edison ha causato al
CISE, causati dagli scarsi finanziamenti, quindi qualche critica anche
ai privati la fa.

Sicuramente anche Silvestri ha i suoi difetti: sul NG
it.discussioni.storia.militare scrissero che nei suoi libri le cime
avevano le quote sbagliate.
Oppure, riguardo alla nazionalizzazione, se ne "il costo della menzogna"
ne era molto contrario, in uno dei suoi ultimi libri, "Caporetto",
cambiò di opinione ma scrivendolo come se lui fosse sempre stato di
quella (a favore): i discorsi gravitano attorno al costo della
nazionalizzazione e delle inefficienze.

Comunque è sicuramente da leggere.
marcofuics 5 Dic 2015 14:39
Mi chiedo se la cosa è continuativa o oscillante: oggi il massimo della
tecnologia italiana è una aspirapolvere, e menarla anche istituzionalmente sul
primato culturale e artistico di un'Italia (ma quale) la dice lunga! La storia
mostra come la civiltà e la cultura sia ospite di un popolo, ma non per molto,
che ruolo rivestirà la nostra cultura domani?

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