Le leggi della Natura
 

Armoniche (Fourier) e musica

studioso di fisica 26 Nov 2015 09:01
Vorrei un vostro parere sul significato di "Armoniche" nello sviluppo in serie
di Fourier.

Mi è parso di capire che il termine "Armonica" derivi dal campo musicale. Se
non ho capito male, due frequenze sonore, multiple intere di una "fondamentale",
vengono percepite "armonicamente" dall'orecchio umano, cioè suonano bene.

Vi chiedo, quindi se su una tastiera si suona un accordo, vuol dire che le
frequenze delle note che lo compongono sono dei multipli interi di una
fondamentale?
Viceversa, se premo due note a casaccio, le due frequenze sonore non è detto
che siano multipli interi della fondamentale?
E' così?
Inoltre vi chiedo, ma nel caso delle note musicali, quale sarebbe la frequenza
fondamentale?
Giorgio Pastore 26 Nov 2015 23:06
Il 26/11/15 09:01, stu*****so di fisica ha scritto:
>...Se non ho capito male,
> due frequenze sonore, multiple intere di una "fondamentale", vengono percepite
"armonicamente" dall'orecchio
> umano, cioè suonano bene.

Ni. il concetto di "suonar bene" non è completamente oggettivo. C'e' una
forte componente culturale/abitudine. Inoltre c'e' il problema del tipo
di scala musicale in utilizzo (vedi link sotto riportato).

> Vi chiedo, quindi se su una tastiera si suona un accordo, vuol dire che le
frequenze delle note che lo
> compongono sono dei multipli interi di una fondamentale?

Oggi come oggi sicuramente no.

> Viceversa, se premo due note a casaccio, le due frequenze sonore non è detto
che siano multipli interi
> della fondamentale?
> E' così?

Non esattamente. Puoi trovae un po' di info su
http://fisicaondemusica.unimore.it/#La_musica_e_gli_strumenti_musicali

> Inoltre vi chiedo, ma nel caso delle note musicali, quale sarebbe la frequenza
fondamentale?

Devi tener presente che uno strumento musicale normalmente non emette
un onda monocromatica. ma una sovrapposizione (che caratterizza il
"timbro" dello strumento.

Giorgio
Maurizio Frigeni 27 Nov 2015 15:16
stu*****so di fisica <stu*****sodifisica@gmail.com> wrote:

> Vi chiedo, quindi se su una tastiera si suona un accordo, vuol dire che le
> frequenze delle note che lo compongono sono dei multipli interi di una
> fondamentale?

Le frequenze sono collegate da rapporti semplici. Ad es. un accordo
maggiore è formato dalla nota fondamentale, dalla nota che sta una
quinta sopra ed è in rapporto di frequenza 3/2 con la fondamentale, e
dalla nota che sta una terza maggiore sopra ed è in rapporto di
frequenza 5/4 con la fondamentale.

Poi in realtà per motivi pratici oggi sugli strumenti ad accordatura
fissa (pianofore, ad es.) si usa un sistema più complesso (temperamento
equabile) col quale tutti gli intervalli sono leggermente stonati: il
rapporto corrispondente alla quinta è 2^(7/12) = 1,4983+ e quello
corrispondente alla terza maggiore è 2^(4/12) = 1,2599+.

> Viceversa, se premo due note a casaccio, le due frequenze sonore non è
> detto che siano multipli interi della fondamentale?

Se lo fai su di un pianoforte no, per i motivi che dicevo sopra: due
note staranno fra loro in un rapporto che corrisponde ad una potenza
intera di 2^(1/12). In realtà questi valori sono aggiustamenti pratici
dei valori "naturali", che corrispondono a frazioni semplici:

https://en.wikipedia.org/wiki/Just_intonation

M.

--
Per rispondermi via e-mail togli l'ovvio.
Soviet_Mario 27 Nov 2015 18:16
Il 26/11/2015 23.06, Giorgio Pastore ha scritto:
> Il 26/11/15 09:01, stu*****so di fisica ha scritto:
>> ...Se non ho capito male,
>> due frequenze sonore, multiple intere di una
>> "fondamentale", vengono percepite "armonicamente"
>> dall'orecchio
>> umano, cioè suonano bene.
>
> Ni. il concetto di "suonar bene" non è completamente
> oggettivo. C'e' una forte componente culturale/abitudine.
> Inoltre c'e' il problema del tipo di scala musicale in
> utilizzo (vedi link sotto riportato).
>
>> Vi chiedo, quindi se su una tastiera si suona un accordo,
>> vuol dire che le frequenze delle note che lo
>> compongono sono dei multipli interi di una fondamentale?
>
> Oggi come oggi sicuramente no.
>
>> Viceversa, se premo due note a casaccio, le due frequenze
>> sonore non è detto che siano multipli interi
>> della fondamentale?
>> E' così?
>
> Non esattamente. Puoi trovae un po' di info su
> http://fisicaondemusica.unimore.it/#La_musica_e_gli_strumenti_musicali
>
>
>> Inoltre vi chiedo, ma nel caso delle note musicali, quale
>> sarebbe la frequenza fondamentale?
>
> Devi tener presente che uno strumento musicale normalmente
> non emette un onda monocromatica. ma una sovrapposizione
> (che caratterizza il "timbro" dello strumento.

scusa ma la "fondamentale" non è la più bassa di tutte tali
frequenze dello spettro che compone quel timbro ?

Beh ... non mi sono mai posto il problema se poi la
definizione prescinda in modo assoluto dalle intensità
relative, in effetti ...

>
> Giorgio


--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)


---
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Giorgio Pastore 30 Nov 2015 14:53
Il 27/11/15 18:16, Soviet_Mario ha scritto:
> Il 26/11/2015 23.06, Giorgio Pastore ha scritto:
....
>> Devi tener presente che uno strumento musicale normalmente
>> non emette un onda monocromatica. ma una sovrapposizione
>> (che caratterizza il "timbro" dello strumento.
>
> scusa ma la "fondamentale" non è la più bassa di tutte tali frequenze
> dello spettro che compone quel timbro ?
...
Negli stumenti naturali credo di si' (non posso dire di conoscere lo
spettrogramma di tutti i possibili strumenti per tutte le possibili note
che possono emettere).
Ma ormai un suono puo' essere generato artificialmente con qulasiasi
composizione spettrale.

Giorgio
Maurizio Frigeni 30 Nov 2015 18:30
rawmode <wintherspecial@gmail.com> wrote:

> Ma chiederei ai fisici se esiste uno "spettro di frequenze",
> che non sia in qualche modo armonico!?

Certamente: la presenza degli armonici è ciò che differenzia un rumore
da un suono di altezza definita. Naturalmente un po' di "rumore" è
presente anche nel suono emesso da uno strumento musicale, ma in
proporzione piccola. Il rumore bianco è un esempio classico di rumore:

https://it.wikipedia.org/wiki/Rumore_bianco

M.

--
Per rispondermi via e-mail togli l'ovvio.
rawmode 2 Dic 2015 12:40
>> Ma chiederei ai fisici se esiste uno "spettro di frequenze",
>> che non sia in qualche modo armonico!?
>
Rumore_bianco
>
...
Anche Seneca si lamenta del chiasso indiavolato che lo circonda: l'abbaiare
dei cani, le urla degli schiavi frustati, il vociare delle persone che
frequentavano le terme che stavano sotto casa sua, e "la caratteristica
inflessione della voce" dei venditori di bibite, dei salsicciai, dei
pasticcieri.
....

ho preso un piccolo esempio, e anche sul rumore bianco, a parte
questi su, si deve ricorrere all'elettronica; io conoscevo il classico
"schermo vuoto". dunque concluderei secondo la mia insinuazione..
che e' conseguente alla lettura dell'espressione "spettro di frequenze",
che *in natura*, non esiste uno spettro di frequenze che non sia armonico.
I cani, non fanno parte della natura e li escludiamo, ma scommetterei che
anche uno stuolo di oche, quando si mette a starnazzare, lo fa
"armonicamente"....
c'e' bisogno di un intervento artificiale(umano) per stonare ogni cosa!!
:))
ADPUF 2 Dic 2015 20:35
Maurizio Frigeni 18:30, lunedì 30 novembre 2015:
> rawmode <wintherspecial@gmail.com> wrote:
>
>> Ma chiederei ai fisici se esiste uno "spettro di frequenze",
>> che non sia in qualche modo armonico!?
>
> Certamente: la presenza degli armonici è ciò che differenzia
> un rumore da un suono di altezza definita. Naturalmente un
> po' di "rumore" è presente anche nel suono emesso da uno
> strumento musicale, ma in proporzione piccola. Il rumore
> bianco è un esempio classico di rumore:
>
> https://it.wikipedia.org/wiki/Rumore_bianco


E come definiresti un "suono" che ha una fondamentale ben
riconoscibile ma anche altre frequenze non multiple intere di
essa?


--
AIOE ³¿³
Elio Fabri 3 Dic 2015 21:22
ADPUF ha scritto:
> E come definiresti un "suono" che ha una fondamentale ben
> riconoscibile ma anche altre frequenze non multiple intere di essa?
Mi sembra che in questo thread non sia stato chiarito un fatto
fondamentale.
Prendi un corpo solido elastico (acciaio, bronzo...) e percuotilo in
qualche modo.
Quasi sempre emetterà un suono.
Solo in casi speciali lo spettro di questo suono sarà fatto di
frequenze in rapporti semplici: praticamente solo per corde sottili.
Quindi parlare in generale di "armoniche" è sbagliato.


--
Elio Fabri
Elio Fabri 15 Dic 2015 17:50
"stu*****so di fisica" ha scritto:
> Provo a mettere in ordine le cose che credo di aver capito dalle
> vostre risposte.
>
> 1) suonare un accordo con una tastiera non vuol dire suonare delle
> note con frequenze che sono multipli interi di una fondamentale.
OK

> 2) suonare una singola nota di uno strumento vuol dire produrre un
> suono costituito da più di una frequenza.
In generale sì.
Tra gli strumenti classici, quello che credo si avvicini di più a
produrre suoni quasi puri (senza armoniche) è il flauto traverso.
Naturalmente con strumenti elettronici si può fare quello che si
vuole...

Tommaso Russo ha scritto:
> Esatto. Ogni strumento, quando produce *una sola* nota, produce in
> realta' una frequenza fondamentale con parecchie sue armoniche, ossia
> multiple intere della fondamentale. Il mix delle armoniche (ossia il
> rapporto delle loro ampiezze con l'ampiezza della fondamentale,
> praticamente lo stesso per ogni nota suonabile dallo strumento)
> costituisce il "timbro" dello strumento, che un buon orecchio
> riconosce.
Vedi appresso.

> Per esempio, un flauto emette la fondamentale e una serie di sue
> armoniche dispari (3,5,7..) con ampiezza decrescente in modo da
> formare approssimativamente un'onda quadra: le armoniche pari
> (2,4,6..) hanno invece tutte ampiezza praticamente nulla.
Io ho un'informazione diversa.
Secondo me un flauto (traverso) è un tubo aperto a entrambi gli
estremi, quindi emette *tutte* le armoniche, ma se suonato a basso
volume la fondamentale ha ampiezza dominante.
Non parlerei quindi di onda quadra.
Però un grafico non l'ho mai visto...

> Gli strumenti musicali veri normalmente non emettono mai suoni puri,
> proprio per la presenza di casse o tubi acustici senza le quali
> sarebbero quasi inaudibili.
Elio Fabri 15 Dic 2015 18:07
"stu*****so di fisica" ha scritto:
> Provo a mettere in ordine le cose che credo di aver capito dalle
> vostre risposte.
>
> 1) suonare un accordo con una tastiera non vuol dire suonare delle
> note con frequenze che sono multipli interi di una fondamentale.
OK

> 2) suonare una singola nota di uno strumento vuol dire produrre un
> suono costituito da più di una frequenza.
In generale sì.
Tra gli strumenti classici, quello che credo si avvicini di più a
produrre suoni quasi puri (senza armoniche) è il flauto traverso.
Naturalmente con strumenti elettronici si può fare quello che si
vuole...

Tommaso Russo ha scritto:
> Esatto. Ogni strumento, quando produce *una sola* nota, produce in
> realta' una frequenza fondamentale con parecchie sue armoniche, ossia
> multiple intere della fondamentale. Il mix delle armoniche (ossia il
> rapporto delle loro ampiezze con l'ampiezza della fondamentale,
> praticamente lo stesso per ogni nota suonabile dallo strumento)
> costituisce il "timbro" dello strumento, che un buon orecchio
> riconosce.
Vedi appresso.

> Per esempio, un flauto emette la fondamentale e una serie di sue
> armoniche dispari (3,5,7..) con ampiezza decrescente in modo da
> formare approssimativamente un'onda quadra: le armoniche pari
> (2,4,6..) hanno invece tutte ampiezza praticamente nulla.
Io ho un'informazione diversa.
Secondo me un flauto (traverso) è un tubo aperto a entrambi gli
estremi, quindi emette *tutte* le armoniche, ma se suonato a basso
volume la fondamentale ha ampiezza dominante.
Non parlerei quindi di onda quadra.
Però un grafico non l'ho mai visto...

> Gli strumenti musicali veri normalmente non emettono mai suoni puri,
> proprio per la presenza di casse o tubi acustici senza le quali
> sarebbero quasi inaudibili.
Non credo che sia colpa delle casse o tubi.
Queste possono determinare la cosidetta "formante", ossia gli
intervalli di frequenze che vengono esaltate.
Né credo sia vero che la composizione armonica sia la stesa per tutte
le note suonate: direi anzi che tipicamente l'ampiezza relativa delle
armoniche cala per le note più alte.

"stu*****so di fisica" ha scritto:
> Tra le tante cose che non ho capito, parto da queste prime tre:
> 1) come posso far emettere da uno strumento musicale, se è possibile,
> un suono costituito da una singola frequenza?
In generale non puoi. Vedi sopra.

> 2) che cos'è tecnicamente il timbro di uno strumento? E' una
> particolare composizione armonica?
Sì, ma non solo.
Per es. gli strumenti a corde percosse o pizzicate hanno dei
*transitori* ("attacco") che fanno riconoscere lo strumento.
La composizione armonica varia nel tempo, perché le diverse armoniche
si smorzano più o meno rapidamente: come regola direi che le armoniche
più alte si smorzano più velocemente.
Inoltre il modo di ******* modifica la composizione armonica,
spec. quella iniziale: è per questo che un clavicembalo (corde
pizzicate) si riconosce bene da un pianoforte (corde percosse)

> 3) il termine "Armonica" utilizzato per lo sviluppo di Fourier a
> quale ambito si ricollega?
Non capisco bene la domanda.
C'è un solo ambito, direi.


--
Elio Fabri
Giorgio Pastore 15 Dic 2015 22:43
Il 15/12/15 17:50, Elio Fabri ha scritto:
...

> Secondo me un flauto (traverso) è un tubo aperto a entrambi gli
> estremi, ...
Mi consta che ad un estremo e' chiuso. (regolabile per l' intonazione ma
chiuso).

Giorgio
ADPUF 16 Dic 2015 20:45
Elio Fabri 18:07, martedì 15 dicembre 2015:

>> 2) che cos'è tecnicamente il timbro di uno strumento? E' una
>> particolare composizione armonica?
> Sì, ma non solo.
> Per es. gli strumenti a corde percosse o pizzicate hanno dei
> transitori ("attacco") che fanno riconoscere lo strumento.
> La composizione armonica varia nel tempo, perché le diverse
> armoniche si smorzano più o meno rapidamente: come regola
> direi che le armoniche più alte si smorzano più velocemente.
> Inoltre il modo di ******* modifica la composizione
> armonica, spec. quella iniziale: è per questo che un
> clavicembalo (corde pizzicate) si riconosce bene da un
> pianoforte (corde percosse)


Tra l'altro il pianoforte ha un sistema molto complesso, con
tre corde percosse per ogni nota, che si influenzano a
vicenda.


--
AIOE ³¿³
Tommaso Russo, Trieste 17 Dic 2015 00:05
Il 15/12/2015 18:07, Elio Fabri ha scritto:

> Tra gli strumenti classici, quello che credo si avvicini di più a
> produrre suoni quasi puri (senza armoniche) è il flauto traverso.

Dai grafici non si direbbe, guarda tu stesso.

Ho trovato un assolo per flauto
<https://www.youtube.com/watch?v=gl9rqpyPX3k>

in cui la flautista tiene per almeno due volte una nota pressoche'
costante per piu' di un secondo, ed ho potuto *****izzarne lo spettro con
Audacity.

Qui (al secondo 7) la nota e' alta e squillante:
<http://www.terra32.it/trusso/SpettroFiati/Syrinx-Secondo7.png>

Qui invece (al secondo 2':12") la nota finale, bassa e in pianissimo:
<http://www.terra32.it/trusso/SpettroFiati/Syrinx-notafinale-secondo2_12.png>


> Tommaso Russo ha scritto:
>> Per esempio, un flauto emette la fondamentale e una serie di sue
>> armoniche dispari (3,5,7..) con ampiezza decrescente in modo da
>> formare approssimativamente un'onda quadra: le armoniche pari
>> (2,4,6..) hanno invece tutte ampiezza praticamente nulla.

> Io ho un'informazione diversa.
> Secondo me un flauto (traverso) è un tubo aperto a entrambi gli
> estremi, quindi emette *tutte* le armoniche,

Ovviamente hai ragione tu, basta guardare gli spettri ai link
precedenti: ricordavo flauto, ma in realta' a suo tempo avevo letto
clarinetto. E, leggo oggi, tutti i tubi che, anche se non proprio
"chiusi" da una parte, possono essere considerati tali a causa della
pressione del soffio: strumenti ad ancia (oboe, clarinetto) e... voce umana.

Pero', a quanto sembra, anche la trattazione teorica sul "taglio
completo" delle armoniche dispari negli strumenti ad ancia, come si
trova ad esempio in questo libro:
<http://www.terra32.it/trusso/SpettroFiati/SpettroTeoricoClarinetto.png>

sembra tagliata un po' troppo con l'accetta. Andando ad *****izzare una
nota sostenuta dal clarinetto, come ad esempio qui
<https://www.youtube.com/watch?v=vnDKBx75suE>

al secondo 1':43",
<http://www.terra32.it/trusso/SpettroFiati/SpettroClarinetto.png>

si vede che manca quasi completamente la seconda armonica, ma la quarta,
sesta ecc. sono ben presenti. La forma d'onda (*) non e' proprio un'onda
quadra, sembra piuttosto la somma della fondamentale e della terza
armonica (la piu' importante), un po' stortignaccola per la presenza,
per quanto attenuata, delle armoniche pari successive.

Il flauto invece, come si vede bene dal primo link, ad alto volume ha
una forma d'onda che si avvicina molto al dente di ******* simmetrico, od
onda triangolare:
<http://www.terra32.it/trusso/SpettroFiati/Syrinx-Secondo7.png>

mentre a basso volume, invece...

> ma se suonato a basso
> volume la fondamentale ha ampiezza dominante.

sembrerebbe il contrario:
<http://www.terra32.it/trusso/SpettroFiati/Syrinx-notafinale-secondo2_12.png>

passando da un forte a un pianissimo l'ampiezza relativa delle armoniche
aumenta, e in particolare il rapporto fra fondamentale e seconda
armonica passa da 31 a 9 dB; in entrambi i casi, la forma d'onda (*) e'
ben lontana da una sinusoide.


> Non parlerei quindi di onda quadra.
> Però un grafico non l'ho mai visto...

Beh, adesso ne hai visto qualcuno... Audacity e' un po' fasti*****so da
usare, perche' e' nato principalmente per il mixaggio e il montaggio dei
******* au***** e non per l'*****isi, ma i pochi comandi necessari all'*****isi
spettrale e allo zoom del grafico del segnale li ho imparati
rapidamente. Installatelo, e' Open Source.


(*) sulla forma d'onda mostrata nei grafici, pero', non ci giurerei: ho
esaminato ******* au***** in formato mp3, e non posso escludere che la
decomposizione spettrale necessaria alla compressione abbia perso
qualche informazione sulle fasi delle armoniche, per cui la forma d'onda
ricostruita nella ricomposizione non corrisponda esattamente al moto
della membrana dei microfoni. Durante le feste vedro' di procurarmi
qualche assolo registrato su normali CD au*****.

(E intanto, buone feste anche a voi)


--
TRu-TS
buon vento e cieli sereni
Archaeopteryx 18 Dic 2015 19:13
> Tra l'altro il pianoforte ha un sistema molto
> complesso, con tre corde percosse per ogni nota, che si
> influenzano a vicenda.


Già, e il funzionamento del pedale del "piano" su un
pianoforte a coda è fantastico; diversi anni fa quando "le
Scienze" era davvero una rivista uscì un numero
monografico sulla fisica degli strumenti musicali.
L'articolo è "Le corde accoppiate del pianoforte",
veramente bellissimo.


--
- Senti, ho voglia di divertirmi, ubriacarmi,
e fare ******* tutta la notte. Tu sei impegnato?
- Oh, no di certo!
- Allora mi tieni il cane?
Antologiko 19 Dic 2015 18:40
> Il timbro è dato dalla particolare miscela di armonici emessi dallo
> strumento, nonché dalla componente anarmonica del suono (rumore).


Domanda: è sbagliato affermare che il timbro è la forma dell'onda, considerata
entro un periodo di oscillazione? Ogni strumento ha la sua forma d'onda
caratteristica...
Elio Fabri 20 Dic 2015 20:49
Giorgio Pastore ha scritto:
> Mi consta che ad un estremo e' chiuso. (regolabile per l'
> intonazione ma chiuso).
Consta anche a me :-)
Ma mi consta anche che l'imboccatura (a differenza di quella degli
strumenti ad ancia) abbia l'effetto di creare un'estremità aperta.
Come pure succede coi buchi, che a quanto pare, nonostante siano
appunto dei fori laterali, hanno l'effetto di "terminare" il tubo coem
se fosse aperto.
Del resto gli spettrogrammi di Tommaso mostrano che è così: le
armoniche ci sono tutte.
Ancora: la nota più bassa del flauto normale è un Do3, circa 260 Hz,
l. d'onda 1.3 m, e un flauto è lungo 65-70 cm (non posso essere
sicuro, perché per onestà debbo dire che non solo non l'ho mai
suonato, ma non ne ho mai visto uno da vicino...).
Poi c'è un altro argomento, che dirò fra poco.

ADPUF ha scritto:
> Tra l'altro il pianoforte ha un sistema molto complesso, con tre
> corde percosse per ogni nota, che si influenzano a vicenda.
Lo so, e so anche che cosa complicata è accordare "a orecchio" un
pianoforte...
Può sembrare strano, ma se le tre corde non sono esattamente
all'unisono, prima di sentiren una stonatura si sente un cambiamento
di timbro.

E poi c'è l'influenza della tavola...
A guardarli bene, tutti gli strumenti musicali sono parecchio
complicati.

Tommaso Russo ha scritto:
> Dai grafici non si direbbe, guarda tu stesso.
>
> Ho trovato un assolo per flauto
> <https://www.youtube.com/watch?v=gl9rqpyPX3k>
>
> in cui la flautista tiene per almeno due volte una nota pressoche'
> costante per piu' di un secondo, ed ho potuto *****izzarne lo spettro
> con Audacity.
Niente male la flautista :-)
Va bene, torno a fare la persona seria.

> Qui (al secondo 7) la nota e' alta e squillante:
> <http://www.terra32.it/trusso/SpettroFiati/Syrinx-Secondo7.png>
>
> Qui invece (al secondo 2':12") la nota finale, bassa e in pianissimo:
>
<http://www.terra32.it/trusso/SpettroFiati/Syrinx-notafinale-secondo2_12.png>
Ho controllato la partitura: "Syrinx" è un pezzo in Sib minore, che
inizia con un Sib4 (circa 930 Hz) e termina con un Reb3 (277 Hz).
Tra l'altro (ma butto lì senza sapere se non sbaglio) mi pare
difficile eseguire un pezzo del genere (5 bemolli in chiave) su un
flauto in Do.

> Il flauto invece, come si vede bene dal primo link, ad alto volume ha
> una forma d'onda che si avvicina molto al dente di ******* simmetrico, od
> onda triangolare:
> <http://www.terra32.it/trusso/SpettroFiati/Syrinx-Secondo7.png>
Devi però considerare due cose:
1) Stai guardando uno spettrogramma in scla semilogaritmica. In realtà
l'ampiezza della seconda armonica è 1/20 della fondamentale.
2) Il Sib4 penso sia prodotto col registro acuto (non so se si chiama
così), ossia quella che appare come fondamentale è in realtà già la
seconda armonica.
Se è così, questa è la prova che la seconda armonica esiste.
Sul clarinetto il registro basso (chalumeau) credo non sia
praticamente usato, e il registro di clarino è una dodicesima sopra
(terza armonica appunto).

> mentre a basso volume, invece...
>
>> ma se suonato a basso
>> volume la fondamentale ha ampiezza dominante.
>
> sembrerebbe il contrario:
>
<http://www.terra32.it/trusso/SpettroFiati/Syrinx-notafinale-secondo2_12.png>
>
> passando da un forte a un pianissimo l'ampiezza relativa delle
> armoniche aumenta, e in particolare il rapporto fra fondamentale e
> seconda armonica passa da 31 a 9 dB;
che in ampiezza significa un fattore 2.8.

> in entrambi i casi, la forma d'onda (*) e' ben lontana da una
> sinusoide.
La nota (*) la commento dopo...

> Beh, adesso ne hai visto qualcuno... Audacity e' un po' fasti*****so da
> usare, perche' e' nato principalmente per il mixaggio e il montaggio
> dei ******* au***** e non per l'*****isi, ma i pochi comandi necessari
> all'*****isi spettrale e allo zoom del grafico del segnale li ho
> imparati rapidamente. Installatelo, e' Open Source.
Lo tengo installato da anni, ma mi capita molto raramente di usarlo.
In particolare non ho capito che cosa significa quello spettro, come
si fa a selezionare la finestra da *****izzare, ecc.

> (*) sulla forma d'onda mostrata nei grafici, pero', non ci giurerei:
> ho esaminato ******* au***** in formato mp3, e non posso escludere che la
> decomposizione spettrale necessaria alla compressione abbia perso
> qualche informazione sulle fasi delle armoniche, per cui la forma
> d'onda ricostruita nella ricomposizione non corrisponda esattamente al
> moto della membrana dei microfoni. Durante le feste vedro' di
> procurarmi qualche assolo registrato su normali CD au*****.
Grrr... adesso lo dici?
Io non ho la minima idea di che cosa faccia mp3, ma temo che faccia
di peggio che alterare le fasi.
Se vuoi davvero sapere come suona un flauto, non credo che puoi
fidarti di un "normale CD au*****".
Che ne sai di come sarà stata manipolata la registrazione originale?
E tra l'altro, non so quanto ci si possa fidare di un microfono, anche
di qualità.
Ci vorrebbe un micro di misura tarato, una camera anecoica ... insomma
un bel *******


--
Elio Fabri
ADPUF 21 Dic 2015 23:42
Antologiko 18:40, sabato 19 dicembre 2015:

>> Il timbro è dato dalla particolare miscela di armonici
>> emessi dallo strumento, nonché dalla componente anarmonica
>> del suono (rumore).
>
>
> Domanda: è sbagliato affermare che il timbro è la forma
> dell'onda, considerata entro un periodo di oscillazione? Ogni
> strumento ha la sua forma d'onda caratteristica...


No, è giusto.

Come si suol dire, "nel dominio del tempo" il timbro è la forma
dell'onda, "nel dominio della frequenza" il timbro è la forma
dello spettro.


--
AIOE ³¿³
Elio Fabri 24 Dic 2015 15:49
Antologiko ha scritto:
> Domanda: è sbagliato affermare che il timbro è la forma dell'onda,
> considerata entro un periodo di oscillazione?
Non so se hai seguito tutto il thread, e in particolare i miei post.
Se sì, sai già la risposta: è sbagliato.
Per alemno due ragioni:
1) Il timbro di uno strumento dipende in modo *essenziale* dall'"attacco".
2) L'orecchio non è sensibile alla fase, ma solo all'ampiezza.
Se combini diverse armoniche cambiando le fasi relative, ottieni forme
d'onda diverse che l'orecchio non distingue.

La tua affermazione
> Ogni strumento ha la sua forma d'onda caratteristica...
andrebbe provata.
Come ho già scritto, registrare e misurare corettamente quelle forme
d'onda è parecchio difficile, per cui non ci si può fidare di quello
che si trova in giro a meno che non si sappia con certezza come quei
grafici e quelle misure siano state ottenute.

ADPUF ha scritto:
> No, è giusto.
>>
> Come si suol dire, "nel dominio del tempo" il timbro è la forma
> dell'onda, "nel dominio della frequenza" il timbro è la forma dello
> spettro.
Vedi sopra.


--
Elio Fabri

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