Le leggi della Natura
 

Feynman : "... l'*****isi di due fenomeni distinti. "
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gino-ansel 17 Nov 2015 18:04
in https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Faraday si legge:



<La legge di Faraday descrive il manifestarsi di due fenomeni distinti: la forza
elettromotrice dovuta alla forza di Lorentz che si manifesta a causa del moto di
una spira in un campo magnetico, e la forza elettromotrice causata dal campo
elettrico generato dalla variazione di un campo magnetico, in accordo con le
equazioni di Maxwell.>





<Ric***** Feynman così descrive la particolarità di tale principio: « In
questo modo la "regola del flusso", per cui la forza elettromotrice in un
circuito è uguale al tasso di variazione del flusso magnetico attraverso il
circuito, si applica quando il cambiamento del flusso è dovuto alla variazione
dell'intensità del campo oppure al movimento del circuito stesso (o entrambi i
casi) [...] Nella nostra spiegazione della regola si erano utilizzate due leggi
completamente distinte per i due casi...Non si conoscono altre località della
fisica in cui la reale comprensione di un così semplice ed accurato principio
generale richiede l'*****isi di due fenomeni distinti. » (Ric***** P. Feynman,
The Feynman Lectures on Physics)>

Posso chiedere cosa significa la parola <fenomeni> secondo Feynman?

due fenomeni fisicamente diversi?
lo stesso fenomeno fisco descritto matematicamente in modo diverso?

e cosa avrebbero risposto Faraday, Maxwell, Lorentz, Einstein e l'autore della
voce di Vikipedia?
Elio Fabri 19 Nov 2015 21:49
gino-ansel ha scritto:
> in https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Faraday si legge:
>
> <La legge di Faraday descrive il manifestarsi di due fenomeni
> distinti: la forza elettromotrice dovuta alla forza di Lorentz che si
> manifesta a causa del moto di una spira in un campo magnetico, e la
> forza elettromotrice causata dal campo elettrico generato dalla
> variazione di un campo magnetico, in accordo con le equazioni di
> Maxwell.>
>
> <Ric***** Feynman così descrive la particolarità di tale principio:
> "In questo modo la 'regola del flusso', per cui la forza
> elettromotrice in un circuito è uguale al tasso di variazione del
> flusso magnetico attraverso il circuito, si applica quando il
> cambiamento del flusso è dovuto alla variazione dell'intensità del
> campo oppure al movimento del circuito stesso (o entrambi i casi)
> [...] Nella nostra spiegazione della regola si erano utilizzate due
> leggi completamente distinte per i due casi... Non si conoscono altre
> località della fisica in cui la reale comprensione di un così
> semplice ed accurato principio generale richiede l'*****isi di due
> fenomeni distinti." (Ric***** P. Feynman, The Feynman Lectures on
> Physics)>
>
> Posso chiedere cosa significa la parola <fenomeni> secondo Feynman?
>
> due fenomeni fisicamente diversi?
> lo stesso fenomeno fisico descritto matematicamente in modo diverso?

Ho già espresso molte volte il mio giudizio sulle voci di wikipedia
che riguardano la fisica (e spesso anche la matematica).
In questo caso è la traduzione di F. che in vari punti fa pena.
Per es. è sbagliato tradurre "or both" con "in entrambi i casi".
Fa ridere la traduzione di "place" con "località".

Il senso di ciò che dice F. è:
"la legge è una ed è semplice: la f.e.m. indotta in un circuito è la
derivata rispetto al tempo, cambiata di segno, del flusso magnetico
concatenato col circuito."

Però questa legge descrive due situazioni totalmente diverse, non
riconducibili l'una all'altra:
1) la variazione di flusso è dovuta alla variazione dell'intensità del
campo
2) è dovuta al moto del circuito in un campo *statico*.
Vale inoltre anche quando entrambe le cose succedono insieme: il campo
varia *e* il crcuito si muove. (Questo intende F. scrivendo "or both".)

Solo che la spiegazione in termini *locali* (punto per punto) è del
tutto diversa nei due casi:
1) se B varia, si può riscontrare la presenza di un campo elettrico
(che incidentalmente farà muovere anche una carica (per es. un
elettrone) che non si trovi dentro un filo, ma sia libera nello spazio
vuoto
2) se è il circuito che si muove, non esiste alcun campo elettrico;
sono gli elettroni del metallo che si muovono nel campo e sentono
quindi una forza di Lorentz che li mette in moto lungo il filo.

Sono questi i "due fenomeni": fatti osservabili *prima di una
descrizione e di una teoria matematica.

> e cosa avrebbero risposto Faraday, Maxwell, Lorentz, Einstein e
> l'autore della voce di Vikipedia?
Faraday non lo so, ma credo che non andasse oltre la variazione di
flusso.
Maxwell ha costruito la teoria (eq. di Maxwell e forza di Lorentz) ma
non credo si sia posto il problema.
Il "Treatise" di Maxwell ce l'ho, ma non ho il coraggio di leggerlo...
Che cosa ne pensasse Einstein c'è scritto anche nella voce di
wikipedia, parte che tu hai tagliato ma tutti conoscono, dato che sta
nella prima pagina del lavoro del 1905.
Dell'autore di wikipedia non so e m'interesa poco.


--
Elio Fabri

Fr
Luciano Buggio 20 Nov 2015 10:14
Il giorno giovedì 19 novembre 2015 22:00:02 UTC+1, Elio Fabri ha scritto:

(cut)
>
> Solo che la spiegazione in termini *locali* (punto per punto) è del
> tutto diversa nei due casi:
> 1) se B varia, si può riscontrare la presenza di un campo elettrico

No.
Non è necessario che B vari^.
Scrive Einstein nel 1905:
--

Se infatti il magnete `e in moto e il conduttore `e a riposo, nei dintorni del
magnete esiste un campo elettrico con un certo valore dell'energia, che genera
una corrente nei posti dove si trovano parti del conduttore
---

Dove parla Einstein di **variazione ** di B?

(cut)

> Che cosa ne pensasse Einstein c'è scritto anche nella voce di
> wikipedia, parte che tu hai tagliato ma tutti conoscono, dato che sta
> nella prima pagina del lavoro del 1905.

Appunto: e mi pare che anche tu l'hai tagliata:
Secondo te il campo elettrico indotto dal moto del magnete si ha perchè c'è
una variazione del campo magnetico?


Prendi un grosso magnete con la faccia polare molto estesa, e considera la
regione di spazio antistante il centro della faccia: in quella regione, su un
piano parallelo alla faccia, B è uniforme, a linee di forza parallele, e quindi
non varia se fai traslare ortogonalmente - entro quella regione - al suo asse il
magnete.

Se non varia l'intensità del campo magnetico non si induce nessun campo
elettrico, tu dici.
Confermi?

Luciano Buggio
www.lucianobuggio.altervista.org
gino-ansel 20 Nov 2015 12:49
Il giorno giovedì 19 novembre 2015 22:00:02 UTC+1, Elio Fabri ha scritto:
> gino-ansel ha scritto:

>> Posso chiedere cosa significa la parola <fenomeni> secondo Feynman?
>> due fenomeni fisicamente diversi?
>> lo stesso fenomeno fisico descritto matematicamente in modo diverso?

> ... Sono questi i "due fenomeni": fatti osservabili *prima di una
> descrizione e di una teoria matematica ...

ti ringrazio per l'inattesa ed esauriente risposta
ora sono di corsa, ci rifletterò su, ma direi d'aver capito che si tratta
proprio di due fenomeni fisici distinti che producono lo stesso risultato
quantitativo

immagino pero' che i due fenomeni fisici distinti, tramite la RR possano
confluire in uno solo cosi' come tempo fa ti esprimesti:
--------------------------------------------
...

Il vero senso del suo discorso è questo. Consideriamo due diversi esperimenti:
uno in cui è fermo il magnete e uno in cui è ferma la bobina.



Nel primo caso (magnete fermo) non c'è nessun campo elettrico, perché il campo
magnetico è costante. Come spieghiamo che si osserva una corrente nella bobina?
Dobbiamo ricorrere al fatto che nel conduttore ci sono cariche libere, che si
muovono col conduttore, quindi sentono la forza di Lorentz. Ed è questa forza
che le fa muovere *lungo il filo*.


Nel secondo caso invece (bobina ferma) il magnete si muove, quindi il campo
magnetico è variabile. Per la legge d'induzione in forma differenziale rot E =
-@B/@t è presente un campo elettrico, ed è quello che muove gli elettroni
liberi del filo.

Sviluppando i calcoli si trova che nei due esperimenti la f.e.m. e quindi la
corrente è davvero la stessa anche dal punto di vista teorico.

E' questa l'asimmetria di cui parla Einstein: non è sperimentale, visto che
il risultato dei due esperimenti è lo stesso, e questo Einstein lo sapeva
perfettamente; è invece teorica, perché i due esperimenti sembrano richiedere
due spiegazioni diverse.

Ma il primo esperimento si trasforma nel secondo, se lo studiamo nel sistema di
rif. in cui è ferma la bobina. E viceversa.

...
----------------------------------------------

ti confesso che continuo a pensare che in realtà potrebbe anche non
esistere una reale differenza fisica fra le due situazioni, questo
almeno fino a che non verrà effettivamente misurato il campo elettrico
presente davanti ai magneti in movimento (ovviamente in assenza
del circuito).

Mi rendo però conto che dovrei dimostrare che le trasformazioni di
Lorentz prima maniera, bastano per giustificare tutte le osservazioni fatte
e per derivare tutto ciò che si è derivato dalla RR (impresa certo non alla
mia portata).
Elio Fabri 22 Nov 2015 20:55
gino-ansel ha scritto:
> immagino pero' che i due fenomeni fisici distinti, tramite la RR
> possano confluire in uno solo cosi' come tempo fa ti esprimesti:
Per cominciare, il caso di cui parla Einstein è particolare, rispetto
a quello di Feynman.
F. considera la possibilità che il circuito si muova *in un modo
qualsiasi*, non solo traslando, ma anche ruotando o perfino cambiando
forma.
L'interpr. in termini di f. di Lorentz porta comunque alla legge del
flusso.
Invece E. è interessato solo ai moti traslatori, o del magnete o del
circuito.

> ti confesso che continuo a pensare che in realtà potrebbe anche non
> esistere una reale differenza fisica fra le due situazioni,
Questo non lo capisco.

> questo almeno fino a che non verrà effettivamente misurato il campo
> elettrico presente davanti ai magneti in movimento (ovviamente in
> assenza del circuito).
Il campo é stato misurato, da molto tempo.
Sentito mai parlare del betatrone? Informati...

Questo è il tuo guaio (non solo tuo).
Volete affrontare questioni profonde di fisica, pensate di poter dare
contributi magari innovativi, quando di fatto di fisica non sapete un
c...


--
Elio Fabri
gino-ansel 23 Nov 2015 18:53
Il giorno domenica 22 novembre 2015 21:06:02 UTC+1, Elio Fabri ha scritto:
> gino-ansel ha scritto:


> ... L'interpr. in termini di f. di Lorentz porta comunque alla legge del
> flusso.


ci ho messo solo qualche anno, ma ora ho capito che il metodo di calcolo dei
flussi deriva da quello della circuitazione grazie a un certo teorema di Gauss


>> ti confesso che continuo a pensare che in realtà potrebbe anche non
>> esistere una reale differenza fisica fra le due situazioni,
> Questo non lo capisco.

forse mi spiego meglio dopo


>> questo almeno fino a che non verrà effettivamente misurato il campo
>> elettrico presente davanti ai magneti in movimento (ovviamente in
>> assenza del circuito).
> Il campo é stato misurato, da molto tempo.
> Sentito mai parlare del betatrone? Informati...
> Questo è il tuo guaio (non solo tuo).
> Volete affrontare questioni profonde di fisica, pensate di poter dare
> contributi magari innovativi, quando di fatto di fisica non sapete un
> c...

sapevo vagamente qualcosa, sono andato a rivedere e mi ricordavo quasi-bene:
nel betatrone il campo elettrico (causa dell'accelerazione delle particelle)
è indotta da variazioni del campo magnetico mentre la particella viene
deviata sempre con dei campi magnetici.

In una coppia rotore-statore in movimento relativo, ho certamente una

variazione del campo magnetico (che sia rispetto all'elettrone, al filo o
all'area della spira e' un particolare qui irrilevante) ho anche l'induzione
di tensione nello statore, perciò esisterà un *meccanismo* che determina il
fenomeno.

Mi si dice che questo meccanismo produce risultati identici muovendo il
rotore o lo statore? Benissimo: a un fabbro galileano come io vorrei essere
sembra che il fenomeno *debba* essere simmetrico.

Vogliamo chiamare *campo elettrico* questo meccanismo? mi sta benissimo.
Si aggiunge però che in un caso il campo elettrico *sembrerebbe* mancare,
ma solo perchè non ci si è messi nel riferimento giusto?

E ti stupisci che io non vada in confusione?

Guarda caso sto litingando con un tuo collega proprio su questa questione,
dopo lunga battaglia egli mi risponde:

-----------------------------------------------------------------



Spero che sia chiaro una volta per tutte. Feynmann ed Einstein non si sono mai
sognati di dire che esistessero asimmetrie nella teoria di Maxwell. Entrambi
dicono esplicitamente che tali asimmetrie si concretizzano perchè la gente si
ostinava pervicacemente a voler inquadrare la visione di Maxwell dentro la
visione galileiana. La gente voleva salvare ad ogni costo la visione galileiana
in cui credeva e nel far ciò produceva spiegazioni incoerenti.
Sinceramente, a me pare tutto di una chiarezza lampante e non capisco proprio
come si possa non comprendere cosa volessero dire.






> Benissimo, mettiamo da parte cosa ne pensava Maxwell (neanche il prof. che mi
odia ha letto tutto il trattato) e mettiamo da parte come si devono
correttamente leggere le sue equazioni (mica le so leggere io), diciamo invece
che prima del 1905 i fisici si stavano litigando fra loro, che qualcuno aveva
una visione asimmetrica della questione induzione (effetto del campo elettrico
nei pressi del magnete in movimento ed effetto della forza di Lorentz con i fili
in movimento) e che Einstein accetta quella visione ma la reinterpreta
simmetricamente tramite la RR. Inoltre dev'essere vero che, visti dai due
possibili sistemi di riferimento, i fenomeni *appaiono* fisicamente diversi,
prova ne sia che quel prof. che mi odia scrive: "... i due esperimenti sembrano
richiedere due spiegazioni diverse. Ma il primo esperimento (magnete fermo)
si trasforma nel secondo (bobina ferma), se lo studiamo nel sistema di rif. in
cui è ferma la bobina. E viceversa. ..."


> ... Se questo è giusto, non mi è più necessario indagare sul reale
significato delle parole di Feynman. Mi basta sapere che un fenomeno di
induzione in atto mi *apparirà* fisicamente diverso cambiando il sistema di
riferimento da cui l'osservo.


Certamente, discutere di cosa volesse dire Feynman significa affrontare un
discorso sulla Storia della Fisica.

Se invece vogliamo una descrizione fisica del fenomeno possiamo adottare la tua
frase.

Ma dobbiamo stare attenti al significato che diamo alle parole.
Se con sistema di riferimento intendi un sistema di riferimento galileiano
allora la frase è corretta e siamo d'accordo.


In termini moderni però cambiando il sistema di riferimento significa parlare
di un cambio di coordinate relativistiche. E in questo caso la tua affermazione
è scorretta.


Poichè solo la Relatività riesce a dirti come le cose ti appariranno mentre le
trasformazioni di Galileo falliscono non appena le velocità divengono elevate,
allora, in senso assoluto, la tua affermazione è falsa.

Se cambi sistema di riferimento il fenomeno non cambia per nulla. Cambia solo la
misura locale della distanza magnete-spira e la misura locale della frequenza
del campo elettro-magnetico che si propaga.


Tu oggi sai in partenza che le trasformazioni di Galileo non rispettano la
costanza della velocità della luce. Quindi, se vuoi fare un'affermazione
corretta non hai scelta e devi utilizzare la RR.


Ovviamente, uno può utilizzare le trasformazioni di Galileo e tenersi le
asimmetrie se il suo obiettivo è semplicemente quello di calcolare le correnti
o le forze. Ma se vuole descrivere il fenomeno in dettaglio questa
approssimazione diviene eccessivamente grossolana.

-----------------------------------------------------------
al che io ho risposto:
----------------------------------------------------------



Come sai io sono solo un praticone, ma ogni teoria è riferita a qualcosa di
fisico esattamente definito e i risultati sono risultati, non dipendono da quale
tipo di trasformazioni io uso. Posso certamente usare le trasformazioni che
penso opportune ai fini di prevedere un risultato, ma poi mi devo confrontare
col risultato che mi dirà anche se ho usato le trasformazioni giuste
(ovviamente nei casi in cui le trasformazioni sono rilevanti).



In queste due foto tu vedi un tester sempre solidale con lo statore. Lo statore
una volta si muove e una volta è fermo rispetto al tavolo, ma si muove sempre
relativamente al rotore . Io ho preso foto dal riferimento del tavolo nelle due
situazioni, ho letto tensioni uguali e ho concluso che il fenomeno è
simmetrico. Ho dovuto usare una macchina fotografica ad alta velocità per
fissare l'immagine altrimenti illeggibile da occhio umano.
http://digilander.libero.it/gino333/testalternatore.jpg

Però le macchine fotofrafiche moderne hanno anche lo scatto azionabile a
distanza via telecomando.


Avrei potuto perciò essere più pignolo e fare un successivo esperimento
fissando la macchina fotografica sia al rotore che allo statore e in entrambi i
casi di movimento e così mi sarei comportato conformemente all'indicazione "...
il primo esperimento (magnete fermo) si trasforma nel secondo (bobina ferma), se
lo studiamo nel sistema di rif. in cui è ferma la bobina. E viceversa. ..."


Al termine di questo secondo test avrei avuto altre 4 misure e ti chiedo: avrei
avuto 4 misure fra loro uguali e uguali anche a quelle riprese con la macchina
fotofrafica a me solidale? Io penso di sì, anche perchè se così non fosse
qualcuno l'avrebbe fatto notare.


Supponi ora che esista un fantomatico misuratore di campo elettrico che non sia
ovviamente lo statore stesso il quale già ci ha detto che il risultato
dell'interazione non cambia e nulla puo' dirci di più, non può certo dirci
come è avvenuta l'interazione.


Supponi di fissarlo al rotore e di fotografarlo con le stesse 6 modalità
precedenti: che misure avrei? campo elettrico SI SI SI SI SI SI o NO NO NO NO NO
NO o SI NO SI NO SI NO ?
--------------------------------------------
sto aspettando la risposta
Pangloss 24 Nov 2015 10:16
[it.scienza.fisica 23 Nov 2015] gino-ansel ha scritto:
> .....
> Guarda caso sto litingando con un tuo collega proprio su questa questione,
> dopo lunga battaglia egli mi risponde:
> -----------------------------------------------------------------
> Spero che sia chiaro una volta per tutte. Feynmann ed Einstein non si sono mai
> sognati di dire che esistessero asimmetrie nella teoria di Maxwell. Entrambi
> dicono esplicitamente che tali asimmetrie si concretizzano perchè la gente si

> ostinava pervicacemente a voler inquadrare la visione di Maxwell dentro la
> visione galileiana. La gente voleva salvare ad ogni costo la visione
galileiana
> in cui credeva e nel far ciò produceva spiegazioni incoerenti.
> .....

L'interpretazione "autentica" del pensiero di Feynman e di Maxwell richiederebbe
una seduta spiritica e riguarda la storia della fisica.
Sulla totale impotenza della "visione galileiana" avrei invece qualche riserva,
per le ragioni che illustro in questo breve articolo:

http://pangloss.ilbello.com/Fisica/Relativita/EM_relativita_galileiana.pdf

Il senso complessivo di tale discorso e' che la dipendenza delle interazioni
elettromagnetiche dal _moto relativo a velocita' ordinarie_ (di magneti,
cariche ecc.) puo' essere discussa anche senza scomodare la RR.

--
Elio Proietti
Valgioie (TO)
gino-ansel 24 Nov 2015 20:49
Il giorno martedì 24 novembre 2015 15:25:03 UTC+1, Pangloss ha scritto:

> L'interpretazione "autentica" del pensiero di Feynman e di Maxwell
richiederebbe
> una seduta spiritica e riguarda la storia della fisica.

penso anch'io

> Sulla totale impotenza della "visione galileiana" avrei invece qualche
riserva,
> per le ragioni che illustro in questo breve articolo:
>
> http://pangloss.ilbello.com/Fisica/Relativita/EM_relativita_galileiana.pdf
>
> Il senso complessivo di tale discorso e' che la dipendenza delle interazioni
> elettromagnetiche dal _moto relativo a velocita' ordinarie_ (di magneti,
> cariche ecc.) puo' essere discussa anche senza scomodare la RR.

dove c'è matematica io vado subito in crisi
forse ti divertirà sapere come vede la cosa un fabbro :-)
ti trascrivo cosa ho ribattuto al mio interlocutore
(che non capisce le mie perplessità)
-----------------------------------------------------



... La vedo più semplice: etere o non etere, Faraday o Lorentz che sia, esiste
un meccanismo (i cui dettagli non mi pare riguardino questa diatriba) che genera
tensione in un circuito esposto ad una variazione di campo magnetico. Nel caso
dell'alternatore tale variazione dipende esclusivamente dal moto relativo
magnete-spira, questo moto genera una corrente nella spira (se chiusa) e questa
corrente genera un altro campo magnetico che si *abbraccia* col campo magnetico
dei magneti.



Questo *abbraccio* arresta immediatamente il movimento relativo magnete-spira,
ma se qualche volenteroso fornisce sugo di gomito alla manovella, la corrente
continua a scorrere riscaldando la spira e/o alimentando un carico (come dicevi
anche tu tempo fa, siamo in presenza di una specie di *frizione idraulica* che
consente di trasformare energia meccanica in energia elettrica).


Francamente non capisco l'espressione *autoinduzione*, mi sembra si sia fatto un
immane giro di parole per non voler ammettere che il fenomeno è uno e uno solo
così come avrebbe detto il povero Galileo se glielo avessimo dato da valutare.


Insomma voglio dire che la storia del campo elettrico si e no con cui inizia la
RR non mi pare fosse un problema da risolvere. Non mi pare fosse, come dice il
titolo, un problema di elettromagnetismo, ma mi parrebbe una questione legata
alla velocità della luce ecc.ecc.

(sempre pronto a ricredermi se mi fanno quelle misure del campo elettico)
-------------------------------------------------------

insomma a me pare che la RR comincia in quel modo perche' in quei tempi si
stavano accapigliando su di un problema che, agli occhi d'un fabbro d'oggidi',
non esiste.
Elio Fabri 27 Nov 2015 21:26
gino-ansel ha scritto:
> ...
Per prima cosa vorrei spiegarti perché ti ho risposto, cosa che ti ha
molto stupito, pare :-)
Le ragioni sono due:
1) in questo NG non ti ho (ancora?) messo in kill ******* 2) avevi posto un
quesito *sensato* di fisica.
Però non ho la minima intenzione di arrampicarmi sulle tue
elucubrazioni.
Ora replicherò su qualche dettaglio, poi stop.

> ci ho messo solo qualche anno, ma ora ho capito che il metodo di
> calcolo dei flussi deriva da quello della circuitazione grazie a un
> certo teorema di Gauss
Mi sa che intendevi teorema di Stokes, ma è secondario.
Tanto più che in una visione un poco più moderna della matematica sono
entrambi casi particoalri di uno stesso teorema.

> Mi si dice che questo meccanismo produce risultati identici muovendo
> il rotore o lo statore? Benissimo: a un fabbro galileano come io
> vorrei essere sembra che il fenomeno *debba* essere simmetrico.
Che debba è una supposizione arbitraria: potrebbe essere vero oppure no.
Quanto al "galileiano", mi ricorda tanto Zichichi, secondo il quale Mach
e Einstein non sono galileiani
(http://www.sagredo.eu/candela/candel38.pdf).

Potrei ricordarti Faraday, che con un ragionamento di "simmetria"
assai simile diceva: se una corrente elettrica produce un campo
magnetico, mi aspetto che un campo magnetico produca una corrente
elettrica.
Il che, detto così, è falso.
Solo che Faraday era uno sperimentatore serio, oltre che geniale, e si
accorse presto che non era il campo magnetico a produrre la corrente,
ma la sua variazione.
(O forse - non l'ho letto - che il circuito "tagliasse" linee di forza
magnetiche.)
E così scoperse l'induzione e.m.

> Guarda caso sto litingando con un tuo collega proprio su questa
> questione, dopo lunga battaglia egli mi risponde:
> ...
Segue un brano lunghissimo, in cui appare un "mio collega" che non so
se coincida col "prof. che mi odia" (odia lui, gino-ansel, non me,
Elio Fabri).
Non si capisce che cosa dice l'uno e che cosa l'altro, per cui non so
a chi attribuire alcuni sfondoni, e passo oltre.

Solo un chiarimento, di cui hai evidentemente bisogno.
Tutto il ragionamento di Einstein si riferisce esclusivamente al caso
in cui magnete e circuito siano in moto relativo *traslatorio
rettilineo uniforme*.
E' solo in questo caso che un esperimento si trasforma nell'altro
passando dal rif. (inerziale) del magnete a quello (pure inerziale)
del circuito.
Quindi per es. il tuo esempio rotore/statore è fuori gioco: Einstein su
questo non dice niente.


--
Elio Fabri
gino-ansel 27 Nov 2015 22:47
Il giorno venerdì 27 novembre 2015 21:36:02 UTC+1, Elio Fabri ha scritto:

> Solo un chiarimento, di cui hai evidentemente bisogno.
> Tutto il ragionamento di Einstein si riferisce esclusivamente al caso
> in cui magnete e circuito siano in moto relativo *traslatorio
> rettilineo uniforme*.
> E' solo in questo caso che un esperimento si trasforma nell'altro
> passando dal rif. (inerziale) del magnete a quello (pure inerziale)
> del circuito.
> Quindi per es. il tuo esempio rotore/statore è fuori gioco: Einstein su
> questo non dice niente.

che mi venga un colpo! in effetti ho visto questa espressione più avanti
nel testo ma dovrei leggerlo per bene e capirlo (cosa di cui dubito) per sapere
a cosa si riferisce.

Ma francamente ho sempre visto che tutti riferivano la questione ad un
alternatore tipo quello schizzato in fondo a questa pagina
http://digilander.libero.it/gino333/faraday22pic.jpg

E cosa vorrebbe dire questo? che l'induzione in un alternatore puo'
essere un fenomeno asimmetrico?


> Solo che Faraday era uno sperimentatore serio, oltre che geniale, e si
> accorse presto che non era il campo magnetico a produrre la corrente,
> ma la sua variazione.
> O forse - non l'ho letto - che il circuito "tagliasse" linee di forza
> magnetiche.)

i *divulgatori* propongono sia l'una che l'altra (ma, a mio parere, il taglio,
anche se concatenato, forse è condizione necessaria, ma non sufficiente)
gino-ansel 29 Nov 2015 08:33
Il giorno sabato 28 novembre 2015 00:00:03 UTC+1, gino-ansel ha scritto:

> E cosa vorrebbe dire questo? che l'induzione in un alternatore puo'
> essere un fenomeno asimmetrico?

che scemo che sono, ho dovuto farlmelo ridire da quell'altro prof. che la RR
non si applica alla roba accelerata, ma che in tal caso subentra la RG

e sono scemo due volte perchè se l'osservazione dice (indipendentemente da RR
e da RG) che un alternatore non presenta differenze ruotando magneti o bobine,
a maggior ragione questo sarà vero nel moto lineare relativo di una spira e di
un magnete.

nb. il prof che mi odia sei tu, ma ti capisco :-)
Luciano Buggio 29 Nov 2015 20:06
Il giorno domenica 29 novembre 2015 17:10:02 UTC+1, gino-ansel ha scritto:

(cut).. l'osservazione dice (indipendentemente da RR
> e da RG) che un alternatore non presenta differenze ruotando magneti o
bobine..


No, c'è differenza: se fai ruotare il magnete a bobina ferma, anzichè la
bobina a magnete fermo, ottieni, a parità delle altre condizioni, meno
corrente.

Luciano Buggio
Luciano Buggio 29 Nov 2015 23:31
Il giorno martedì 24 novembre 2015 15:25:03 UTC+1, Pangloss ha scritto:

(cut)
>
> http://pangloss.ilbello.com/Fisica/Relativita/EM_relativita_galileiana.pdf
>
> Il senso complessivo di tale discorso e' che la dipendenza delle interazioni
> elettromagnetiche dal _moto relativo a velocita' ordinarie_ (di magneti,
> cariche ecc.) puo' essere discussa anche senza scomodare la RR.

Vediamo se ho capito.

Semplificando, abbiamo un magnete permanente con davanti ad una faccia polare
una carica.

1) - Sono inizialmente fermi entrambi nel laboratorio.
Non succede nulla, restano fermi.

2) - Facciamo ora traslare il magnete ortogonalmente al suo asse.
Si indurrà un campo elettrico traverso (in particolare) davanti alla faccia
interessata, che metterà i moto la carica inizialmente rimasta ferma.


3) - A magnete fermo, facciamo traslare la carica, ortogonalmente all'asse
Magnetico nella stessa direziuone in cui prima avevamo fatto traslare il
magnete, ma nel verso opposto.

Per la Forza di Lorentz, la carica in moto nel campo magnetico devierà, ed il
moto relativo magnete-carica sarà lo stesso del caso 1), i due fenomeni, (1 e
2), se prescindiamo dal moto rispetto al laboratorio, saranno indistinguibili.

3) - Facciamo traslare insieme, alla stessa velocità e nella stessa direzione
(perpendicolare all'asse magnetico) e verso, il magnete e la carica.


Il campo elettrico indotto dal moto del magnete tenderà a far muovere la carica
in direzione ortogonale, ed in un dato verso, mentre la forza di Lorentz
tenderà a far muovere la carica nella stessa direzione ma con verso opposto, e
con lo stesso modulo della F.E.F dovuta al campo elettrico indotto dal magnete,
cosicchè le due forze si annulleranno perfettamente.
Risultato: non vedremo muoversi nulla, magnete e carica conserveranno l'assetto
originario.

4) - Facciamo muovere magnete e carica come nel caso 3, ma coi due moduli della
velocità diversi.


A seconda che sia maggiore la velocità del magnete o quella della carica
prevarrà il campo elettrico indotto oppure la forza di Lorentz: il moto
relativo che osserveremo sarà identico a quello che si avrebbe se uno dei due
fosse fermo nel laboratorio e l'altro si muovesse alla velocità risultante
dalla differenza delle due velocità (casi 1 e 2).

E' giusto fin qui?

Luciano Buggio



>
> --
> Elio Proietti
> Valgioie (TO)
Luciano Buggio 30 Nov 2015 09:26
Il giorno domenica 29 novembre 2015 23:45:03 UTC+1, Luciano Buggio ha scritto:

(cut)
> Per la Forza di Lorentz, la carica in moto nel campo magnetico devierà, ed il
moto relativo magnete-carica sarà lo stesso del caso 1)..

Caso 2, evidentementer

... i due fenomeni, (1 e 2)

2 e 3 evidentemente.

L.B.
Pangloss 30 Nov 2015 12:55
[it.scienza.fisica 29 Nov 2015] Luciano Buggio ha scritto:
> Vediamo se ho capito.
> Semplificando, abbiamo un magnete permanente con davanti ad una faccia polare
una carica.
>
> 1) - Sono inizialmente fermi entrambi nel laboratorio.
> Non succede nulla, restano fermi.
>
> 2) - Facciamo ora traslare il magnete ortogonalmente al suo asse.
> Si indurrà un campo elettrico traverso (in particolare) davanti alla faccia
interessata,
> che metterà i moto la carica inizialmente rimasta ferma.
>
>
> 3) - A magnete fermo, facciamo traslare la carica, ortogonalmente all'asse
Magnetico
> nella stessa direziuone in cui prima avevamo fatto traslare il magnete, ma nel
verso opposto.
> Per la Forza di Lorentz, la carica in moto nel campo magnetico devierà, ed il
moto relativo
> magnete-carica sarà lo stesso del caso 1), i due fenomeni, (1 e 2), se
prescindiamo dal moto
> rispetto al laboratorio, saranno indistinguibili.
>
> 3) - Facciamo traslare insieme, alla stessa velocità e nella stessa direzione
(perpendicolare
> all'asse magnetico) e verso, il magnete e la carica.
> Il campo elettrico indotto dal moto del magnete tenderà a far muovere la
carica in direzione
> ortogonale, ed in un dato verso, mentre la forza di Lorentz tenderà a far
muovere la carica
> nella stessa direzione ma con verso opposto, e con lo stesso modulo della
F.E.F dovuta al campo
> elettrico indotto dal magnete, cosicchè le due forze si annulleranno
perfettamente.
> Risultato: non vedremo muoversi nulla, magnete e carica conserveranno
l'assetto originario.
>
> 4) - Facciamo muovere magnete e carica come nel caso 3, ma coi due moduli
della velocità diversi.
> A seconda che sia maggiore la velocità del magnete o quella della carica
prevarrà il campo elettrico
> indotto oppure la forza di Lorentz: il moto relativo che osserveremo sarà
identico a quello che si
> avrebbe se uno dei due fosse fermo nel laboratorio e l'altro si muovesse alla
velocità risultante
> dalla differenza delle due velocità (casi 1 e 2).
>
> E' giusto fin qui?


E' tutto giusto, salvo improbabili malintesi sui sistemi di riferimento e sul
tuo uso del termine "induzione" (che differisce dal mio). Nel link citato:

http://pangloss.ilbello.com/Fisica/Relativita/EM_relativita_galileiana.pdf>

mi occupo della _definizione_ del campo elettrico E e del campo magnetico B.
Enfatizzo la dipendenza di tali definizioni dal sistema di riferimento usato
e mostro come si possano ottenere le _formule di trasformazione_ dei campi (E,B)
dal punto di vista galileiano, cioe' per cambiamenti di sistema di riferimento
inerziale a velocita' relative basse (v<<c).
La dipendenza di determinate interazioni elettromagnetiche dai moti traslatori
_relativi_ dei corpi e l'_invarianza galileiana_ della forza elettromagnetica
sono presentate come due facce della stessa medaglia. Tale impostazione logica
e' piuttosto inconsueta, ma non eretica (a differenza di molti tuoi scritti),
Nota che nella descrizione dei campi prodotti da sorgenti in moto io non uso
il termine "induzione".

--
Elio Proietti
Valgioie (TO)
Elio Fabri 30 Nov 2015 21:05
gino-ansel ha scritto:
> E cosa vorrebbe dire questo? che l'induzione in un alternatore puo'
> essere un fenomeno asimmetrico?
Non ho detto questo. Ho solo detto che non è di questo che si occupava
Einstein.

> che scemo che sono, ho dovuto farlmelo ridire da quell'altro prof. che
> la RR non si applica alla roba accelerata, ma che in tal caso subentra
> la RG
Ecco una cosa che si dice molto spesso, ma che io non condivido.
E comunque non c'entra niente.

> e sono scemo due volte perché se l'osservazione dice
> (indipendentemente da RR e da RG) che un alternatore non presenta
> differenze ruotando magneti o bobine, a maggior ragione questo sarà
> vero nel moto lineare relativo di una spira e di un magnete.
Ci sono due errori di logica in questo.
1) "A maggior ragione" neanche epr sogno. E' una situazione del tutto
diversa.
2) L'esperienza va sempre rispettata, ma con dei limiti.
Per es. potrebbe darsi che la simmetria ci sia a piccole velocità, ma
vada perduta a vel. maggiori.
Insisto: non sto affermando che succeda realmente, ma solo che non
puoi trarre quelle conclusioni che dici.
Al più prendere le osservazioni come indizio, punto di partenza.


--
Elio Fabri
gino-ansel 30 Nov 2015 22:14
Il giorno lunedì 30 novembre 2015 21:12:03 UTC+1, Elio Fabri ha scritto:

> 2) L'esperienza va sempre rispettata, ma con dei limiti.
> Per es. potrebbe darsi che la simmetria ci sia a piccole velocità, ma
> vada perduta a vel. maggiori.
> Insisto: non sto affermando che succeda realmente, ma solo che non
> puoi trarre quelle conclusioni che dici.
> Al più prendere le osservazioni come indizio, punto di partenza.

verissimo, le cose potrebbero cambiare cambiando qualsisasi cosa:
però che io sappia finora nessuno ha mai trovato asimmetrie,
l'asimmetria poi sarebbe contraria al senso comune ed anche alla
relatività del moto.

Giusto oggi mi è stato detto da un tuo collega che non si può neppure
essere certissimi che c sia un limite insuperabile: occorrerebbe fare
tutte le possibili prove.

Mi sento perciò di dire che fino a prova contraria l'induzione
negli alternatori è simmetrica e poichè il movimento lineare magnete
spira è più semplice di quello rotatorio, estendo a questo movimento
la presunzione di simmetricità.

Forse tale presunzione è rafforzata dalla RR (anche se io non ne capisco
il motivo) però quel prof. ha detto *benissimo* quando ho tentato di
immedesimarmi nel suo punto di vista (ortodosso) pur cercando di togliere
le incrostazioni storiche dalla sostanza:

-------------------------------------------------------------------
Nel mondo parallelo B la RR fu pubblicata nel 2005 dal prof. Einstein,
già allora eminente e rispettato fisico che non aveva certo bisogno della
diplomazia per farsi ascoltare. La "Elettrodinamica dei corpi in movimento*
comincia così:
-----------------------------------
Cari colleghi, smettetela di bisticciare, come l'esperienza insegna
l'induzione è un fenomeno simmetrico, nulla cambia se muovete il magnete
oppure la bobina, il campo elettromagnetico varia nello stesso modo nei
confronti dell'elettrone, non c'è nessuna asimmetria da giustificare,
non occorre fantasticare sull'inafferrabile etere mentre la costanza di c,
come risulta dalle equazioni di Maxwell, può essere tranquillamente postulata
vera perchè quelle equazioni hanno retto all'uso che se ne fa da un secolo
e passa. Ecco perchè gli interferometri non rilevano l'effetto del moto dello
strumento di misura rispetto alla luce! Però questa costanza ha delle
conseguenze che finora non sono state debitamente valutate .........
-----------------------------
e poi continua come nella versione del 1905 pubblicata nell'universo parallelo A
Luciano Buggio 2 Dic 2015 20:18
Il giorno mercoledì 2 dicembre 2015 11:40:02 UTC+1, Pangloss ha scritto:

(cut)

> La dipendenza di determinate interazioni elettromagnetiche dai moti traslatori
> _relativi_ dei corpi e l'_invarianza galileiana_ della forza elettromagnetica
> sono presentate come due facce della stessa medaglia. Tale impostazione logica
> e' piuttosto inconsueta, ma non eretica (a differenza di molti tuoi scritti),
> Nota che nella descrizione dei campi prodotti da sorgenti in moto io non uso
> il termine "induzione".

Una semplice domanda.

Se esistesse un sistema di riferimento assoluto, solo rispetto al quale il moto
del magnete desse luogo **obbiettivamente **ad un campo elettrico, e solo
rispetto al quale il moto della carica desse luogo ad un campo magnetico,
ammetteresti il termine "induzione"?

Luciano Buggio
Pangloss 3 Dic 2015 12:01
[it.scienza.fisica 02 Dec 2015] Luciano Buggio ha scritto:
> Il giorno mercoledì 2 dicembre 2015 11:40:02 UTC+1, Pangloss ha scritto:
>> Nota che nella descrizione dei campi prodotti da sorgenti in moto io non uso
>> il termine "induzione".
>
> Una semplice domanda.
> Se esistesse un sistema di riferimento assoluto, solo rispetto al quale il
> moto del magnete desse luogo **obbiettivamente **ad un campo elettrico, e
> solo rispetto al quale il moto della carica desse luogo ad un campo magnetico,

> ammetteresti il termine "induzione"?

Non e' il caso di incaponirsi sulla terminologia, io parlo di "induzione" solo
in relazione alla terza legge di Maxwell: un campo magnetico B variabile genera
un campo elettrico E non conservativo. Un uso diverso del termine non mi
disturba,
purche' sia ben definito.
Il resto del tuo discorso "Se esistesse ecc." e' privo di senso fisico, a me
fa solo venire in mente la boutade "Se mia nonna avesse le ruote..."

--
Elio Proietti
Valgioie (TO)
Luciano Buggio 4 Dic 2015 15:16
Il giorno venerdì 4 dicembre 2015 11:00:02 UTC+1, Pangloss ha scritto:
> [it.scienza.fisica 02 Dec 2015] Luciano Buggio ha scritto:
>> Il giorno mercoledì 2 dicembre 2015 11:40:02 UTC+1, Pangloss ha scritto:
>>> Nota che nella descrizione dei campi prodotti da sorgenti in moto io non
uso
>>> il termine "induzione".
>>
>> Una semplice domanda.
>> Se esistesse un sistema di riferimento assoluto, solo rispetto al quale il
>> moto del magnete desse luogo **obbiettivamente **ad un campo elettrico, e
>> solo rispetto al quale il moto della carica desse luogo ad un campo
magnetico,
>> ammetteresti il termine "induzione"?
>
> Non e' il caso di incaponirsi sulla terminologia, io parlo di "induzione" solo
> in relazione alla terza legge di Maxwell: un campo magnetico B variabile
genera
> un campo elettrico E non conservativo.

Un campo magnetico genera un campo elettrioo solo se è variabile?
Prendiamo il generatore omopolare: se ruota il disco magnetico si genera un
campo elettrioo che produce corrente nel filo.


Qui il campo magnetico non varia, è il polo magnetico (la faccia polare del
disco) che "trasla" ruotando, con la "spira" ferma, quello che succede se
facessimo traslare parallelamente a se stessa una faccia polare molto estesa
(quindi con le linee uscenti del campo magnetico parallele tra loro): non si
genererebbe anche in questo caso un campo elettrico, pur restando invariato il
campo magnetico?

Luciano Buggio
Luciano Buggio 4 Dic 2015 15:36
Il giorno sabato 28 novembre 2015 00:00:03 UTC+1, gino-ansel ha scritto:
> Il giorno venerdě 27 novembre 2015 21:36:02 UTC+1, Elio Fabri ha scritto:

(cut)
>
> Ma francamente ho sempre visto che tutti riferivano la questione ad un
alternatore tipo quello schizzato in fondo a questa pagina

> http://digilander.libero.it/gino333/faraday22pic.jpg
>
> E cosa vorrebbe dire questo? che l'induzione in un alternatore puo'
> essere un fenomeno asimmetrico?


Considera proprio quell'alternatore, così fatto, con i due magneti piuttosto
distanti tra loro e i due lati della spira che quasi strisciano sulle due facce
polari incurvate, tanto sono ad esse vicini.


In queste condizioni la simmetria praticamente c'è, è indifferente far ruotare
i due magneti o la spira, ma solo perchè il campo magnetico di ciascun polo è
praticamtne nullo alla distanza del lato più lontatno della spira, si abbatte
molto rapidamente e si fa sentire solo dal lato più vicino della spira.


Ma immagina due magneti molto potenti, in modo che il campo di ciascuno dei due
poli affacciati si avverta in tutto lo spazio tra di essi, e, tra di essi, una
spira i cui lati paralleli alle facce polari non rasentino poli, ma siano
distanti da essi: ci sarà ancora la "simmetria"?.


Guarda che questo esperimento, con questo apparecchio, per il confronto tra il
caso in cui a ruotare siano i magneti e il caso in cui a ruotare sia la spira,
non è stato mai fatto fatto.
E non dirmi che devo farmelo da me: sei molto meglio attrezzato tu.

Dimmi solo che cosa ti aspetti che succeda: la corrente sarà sempre la stessa?

Luciano Buggio
www.lucianobuggio.altervista.org
Pangloss 6 Dic 2015 15:17
[it.scienza.fisica 04 Dec 2015] Luciano Buggio ha scritto:
> Un campo magnetico genera un campo elettrioo solo se è variabile?

Per la 3a equazione di Maxwell un campo magnetico stazionario puo'
coesistere solo con un campo elettrico conservativo.

> Prendiamo il generatore omopolare: se ruota il disco magnetico ... (cut)

Altola'! Esistono molti tipi di generatori omopolari, ad es. vedi qui:

http://pangloss.ilbello.com/Fisica/Elettromagnetismo/faraday_appendici.pdf

I generatori raffigurati in tale articolo sono di facile comprensione: non
vi sono campi elettrici indotti, la fem e' generata dalla forza di Lorentz
agente sulle cariche di conduzione trascinate dal disco metallico rotante.

Altri tipi di generatori omopolari utilizzano magneti rotanti. Per ora mi
astengo prudentemente da una discussione teorica del funzionamento di tali
marchingegni, perche' non ho mai visto trattazioni decenti riguardanti il
campo elettromagnetico generato da magneti rotanti.

Per la verita' non ho mai visto neppure trattazioni ineccepibili del campo
elettromagnetico generato da magneti traslanti, ma ho cercato di colmare
tale lacuna nell'articolo:

http://pangloss.ilbello.com/Fisica/Relativita/EM_relativita_galileiana.pdf

PS: In tale lavoro si trovano alcune osservazioni originali piuttosto
sorprendenti (almeno per me). Sarei grato a chi volesse segnalarmi
eventuali sviste, errori o strafalcioni,

--
Elio Proietti
Valgioie (TO)
Luciano Buggio 7 Dic 2015 00:56
Il giorno domenica 6 dicembre 2015 22:20:01 UTC+1, Pangloss ha scritto:
> [it.scienza.fisica 04 Dec 2015] Luciano Buggio ha scritto:
>> Un campo magnetico genera un campo elettrioo solo se è variabile?
>
> Per la 3a equazione di Maxwell un campo magnetico stazionario puo'
> coesistere solo con un campo elettrico conservativo.
>
>> Prendiamo il generatore omopolare: se ruota il disco magnetico ... (cut)
>
> Altola'! Esistono molti tipi di generatori omopolari, ad es. vedi qui:
>
> http://pangloss.ilbello.com/Fisica/Elettromagnetismo/faraday_appendici.pdf
>
> I generatori raffigurati in tale articolo sono di facile comprensione: non
> vi sono campi elettrici indotti, la fem e' generata dalla forza di Lorentz
> agente sulle cariche di conduzione trascinate dal disco metallico rotante.
>
> Altri tipi di generatori omopolari utilizzano magneti rotanti. Per ora mi
> astengo prudentemente da una discussione teorica del funzionamento di tali
> marchingegni, perche' non ho mai visto trattazioni decenti riguardanti il
> campo elettromagnetico generato da magneti rotanti.

I dati del problema, per quanto si osserva. sono di una semplicità disarmante.

Abbiamo due dischi coassiali, quello sottostante è un magnete cilindrico con le
due facce polari sulle superfici circolari, l'altro fatto di un materiale
conduttore.

Se facciamo ruotare solo il disco conduttore, per la forza di Lorentz gli
elettroni liberi emigreranno radialmente, tanto più quanto più quanto più
sono periferici, centripetamente o centrifugamente, a seconda della polarità
e/o del verso della rotazione.

Se facciamo ruotare solo il disco magnetico, alla stessa velocità e
relativamente all'altro nello stesso verso di prima, succederà esattamente la
stessa cosa, gli elettroni emigreranno radialmente verso il centro o verso la
periferia con la stessa modalità di prima.

Vorrei che tu rispondessi almeno alla seguente domanda, che mi pare facilissima:

Nel primo caso, col magnete fermo, non c'è variazione del campo magnetico, il
campo è statico.
C'è, la variazione del campo magnetico, nel secondo caso, col magenbte che
ruota?

Luciano Buggio
Tommaso Russo, Trieste 7 Dic 2015 02:03
Il 06/12/2015 15:17, Pangloss ha scritto:
> http://pangloss.ilbello.com/Fisica/Relativita/EM_relativita_galileiana.pdf
> Sarei grato a chi volesse segnalarmi
> eventuali sviste, errori o strafalcioni,

Nelle (5) e (6) la penultima v e' un vettore, come l'ultima.

Ti e' rimasto un Zanicelli al posto di Zanichelli.

(segue...)

--
TRu-TS
buon vento e cieli sereni
Pangloss 7 Dic 2015 08:35
[it.scienza.fisica 06 Dec 2015] Luciano Buggio ha scritto:
>
> Il giorno domenica 6 dicembre 2015 22:20:01 UTC+1, Pangloss ha scritto:
>> Altri tipi di generatori omopolari utilizzano magneti rotanti. Per ora mi
>> astengo prudentemente da una discussione teorica del funzionamento di tali
>> marchingegni, perche' non ho mai visto trattazioni decenti riguardanti il
>> campo elettromagnetico generato da magneti rotanti.
>
> I dati del problema, per quanto si osserva. sono di una semplicità
disarmante.
> Abbiamo due dischi coassiali, quello sottostante è un magnete cilindrico con
> le due facce polari sulle superfici circolari, l'altro fatto di un materiale
conduttore.
> Se facciamo ruotare solo il disco conduttore, per la forza di Lorentz gli
elettroni
> liberi emigreranno radialmente, tanto più quanto più quanto più sono
periferici,
> centripetamente o centrifugamente, a seconda della polarità e/o del verso
della rotazione.
> Se facciamo ruotare solo il disco magnetico, alla stessa velocità e
relativamente all'altro
> nello stesso verso di prima, succederà esattamente la stessa cosa, gli
elettroni emigreranno
> radialmente verso il centro o verso la periferia con la stessa modalità di
prima.
> Vorrei che tu rispondessi almeno alla seguente domanda, che mi pare
facilissima:
> Nel primo caso, col magnete fermo, non c'è variazione del campo magnetico, il
campo è statico.
> C'è, la variazione del campo magnetico, nel secondo caso, col magenbte che
ruota?

Sapevo dove volevi andare a parare ed infatti avevo gia' anticipato la risposta
(vedi sopra): non mi sono mai occupato del campo elettromagnetico generato da
magneti rotanti. Se la questione ti sembra di una semplicita' disarmante
discutila
tu, a me non piace parlare a vanvera.
Ti avevo anche segnalato una mia trattazione del campo elettromagnetico generato
da magneti traslanti (manifestamente piu' facile da discutere):

http://pangloss.ilbello.com/Fisica/Relativita/EM_relativita_galileiana.pdf

Hai dato un'occhiata all'articolo? Ti sembra b*****e? A me no, l'ho pubblicato
sul
mio sito per sottoporlo all'attenzione di fisici esperti, in grado di
apprezzarlo
o di segnalarne gli eventuali errori.

--
Elio Proietti
Valgioie (TO)
Pangloss 8 Dic 2015 08:46
[it.scienza.fisica 07 Dec 2015] Tommaso Russo, Trieste ha scritto:
> Il 06/12/2015 15:17, Pangloss ha scritto:
>> http://pangloss.ilbello.com/Fisica/Relativita/EM_relativita_galileiana.pdf
>> Sarei grato a chi volesse segnalarmi
>> eventuali sviste, errori o strafalcioni,
>
> Nelle (5) e (6) la penultima v e' un vettore, come l'ultima.
> Ti e' rimasto un Zanicelli al posto di Zanichelli.

Grazie!

--
Elio Proietti
Valgioie (TO)
Elio Fabri 15 Dic 2015 18:19
Pangloss ha scritto:
> Per la verita' non ho mai visto neppure trattazioni ineccepibili del
> campo elettromagnetico generato da magneti traslanti, ma ho cercato di
> colmare tale lacuna nell'articolo:
>
>
http://pangloss.ilbello.com/Fisica/Relativita/EM_relativita_galileiana.pdf
>
> PS: In tale lavoro si trovano alcune osservazioni originali piuttosto
> sorprendenti (almeno per me). Sarei grato a chi volesse segnalarmi
> eventuali sviste, errori o strafalcioni,

"Poiché le interazioni elettromagnetiche dipendono dal moto relativo
di magneti, cariche ecc.,"
Su che base lo dici?

"La dualità si evince anche osservando che le equazioni di Maxwell
(scritte per una regione priva di sorgenti):

div E = 0 div B = 0 rot E = -1/c @B/@t rot B = 1/c @E/@t

si trasformano in se stesse scambiando fra loro i campi (E,B) e
cambiandone uno di segno."

La dualità significa che (in assenza di cariche e correnti) se E, B
sono soluzioni, lo sono anche E1 = B, B1 = -E.
Non mi è chiaro in che modo ciò determini le leggi di trasformazione.

3.0.2
In \Sigma le sorgenti magnetostatiche hanno (tutte) velocità v e
generano in P i campi:

B = B' E = -1/c v x B"

Resta un mistero: come fa un magnete o una spira in moto a produrre un
campo elettrico?


--
Elio Fabri
Pangloss 16 Dic 2015 11:16
[it.scienza.fisica 15 Dec 2015] Elio Fabri ha scritto:
> Pangloss ha scritto:
>> Per la verita' non ho mai visto neppure trattazioni ineccepibili del
>> campo elettromagnetico generato da magneti traslanti, ma ho cercato di
>> colmare tale lacuna nell'articolo:
>>
> http://pangloss.ilbello.com/Fisica/Relativita/EM_relativita_galileiana.pdf
>>
>> PS: In tale lavoro si trovano alcune osservazioni originali piuttosto
>> sorprendenti (almeno per me). Sarei grato a chi volesse segnalarmi
>> eventuali sviste, errori o strafalcioni,

Anzitutto grazie per il tuo intervento.
Quando sviluppo considerazioni personali che non trovano adeguato riscontro
in testi a me noti. mi espongo al rischio di commettere errori anche gravi.
Per questo motivo ogni critica seria (anche distruttiva) mi e' gradita.

In questo post discutero' solo il primo dei tuoi tre quesiti, perche' saro'
un po' logorroico, al fine di spiegarmi anche a lettori meno esperti di te.
La numerazione delle formule si riferisce al link citato.

----------------------------------------------------------------------------
>
> "Poiché le interazioni elettromagnetiche dipendono dal moto relativo
> di magneti, cariche ecc.,"
> Su che base lo dici?

Su basi sperimentali.
Giustifico l'adozione del "Principio di relativita'" sulla falsariga
dell'introduzione del noto articolo di Einstein del 1905 (riportato
all'inizio del mio pdf a scopo di riferimento).
L'esempio dell'induzione elettromagnetica tra un magnete ed un circuito
in moto relativo mostra che la legge del flusso e' valida sia nel
sistema di riferimento del magnete (spira soggetta a flusso tagliato),
che in quello della spira (soggetta in tale caso ad un B variabile).

Nel suo articolo Einstein postula la costanza della velocita' della
luce e ne fa uso (nella parte II) per determinare le formule di
trasformazioni delle equazioni di Maxwell (quelle che secondo Fabio *******
su fisf 15cm "probabilmente Einstein non conosceva" ;-)).

Essendo interessato solo al dominio delle basse velocita' (v<<c), posso
sostituire il postulato sulla velocita' della luce (le cui drammatiche
conseguenze sui concetti di spazio e di tempo sono ben note) con il postulato
dell'invarianza della forza elettromagnetica per cambiamenti di riferimento
inerziale, proprieta' che ci si aspetta da ogni "buona forza newtoniana".
Matematicamente, alla luce dell'articolo:

http://pangloss.ilbello.com/Fisica/Elettromagnetismo/faraday_2015.pdf

e' ovvio che tale ipotesi porta con se' l'invarianza della circuitazione
della forza elettromagnetica in una spira e quindi anche la validita'
"bipartisan" della legge del flusso, in accordo con l'esperienza.

Pero' la forza elettromagnetica (1) e' composta da una componente
elettrica e da una componente magnetica, dipendente dalla velocita'!
Le componenti (E,B) del campo elettromagneticp devono percio' essere
drasticamente diverse anche in due sistemi di riferimento aventi una
bassa velocita' relativa (come appunto il magnete e la spira).
In effetti se si esaminano le formule di trasformazione relativistiche
rigorose (5)-(6) si vede subito che a velocita' relative v<<c esse
assumono la semplice forma (2)-(3), nelle quali comunque la dipendenza
del campo elettrico E e del campo B dal sistema di riferimento usato
rimane fortemente evidente.
Pertanto non stupisce che le formule di trasformazione approssimate (per v<<c)
dei campi (E,B) possano essere ricavate basandosi sulla composizione galileiana
delle velocita' e sull'invarianza newtoniana della forza elettromagnetica.

Agli altri due quesiti (sotto riportati) rispondero' in messaggi separati.
Se non verro' demolito prima, concludero' con alcune osservazioni fisiche (e
metafisiche) sulla 3a equazione di Maxwell (un po' sorprendenti anche per me).
>---------------------------------------------------------------------------
> "La dualità si evince anche osservando che le equazioni di Maxwell
> (scritte per una regione priva di sorgenti):
>
> div E = 0 div B = 0 rot E = -1/c @B/@t rot B = 1/c @E/@t
>
> si trasformano in se stesse scambiando fra loro i campi (E,B) e
> cambiandone uno di segno."
>
> La dualità significa che (in assenza di cariche e correnti) se E, B
> sono soluzioni, lo sono anche E1 = B, B1 = -E.
> Non mi è chiaro in che modo ciò determini le leggi di trasformazione.
>---------------------------------------------------------------------------
> 3.0.2
> In \Sigma le sorgenti magnetostatiche hanno (tutte) velocità v e
> generano in P i campi:
>
> B = B' E = -1/c v x B"
>
> Resta un mistero: come fa un magnete o una spira in moto a produrre un
> campo elettrico?
>---------------------------------------------------------------------------


--
Elio Proietti
Valgioie (TO)
BlueRay 16 Dic 2015 13:43
Il giorno mercoledì 16 dicembre 2015 13:05:03 UTC+1, Pangloss ha scritto:
> [it.scienza.fisica 15 Dec 2015] Elio Fabri ha scritto:
...
>> "Poiché le interazioni elettromagnetiche dipendono dal moto relativo
>> di magneti, cariche ecc.,"
>> Su che base lo dici?
>
> Su basi sperimentali.
...
> L'esempio dell'induzione elettromagnetica tra un magnete ed un circuito
> in moto relativo mostra che la legge del flusso e' valida sia nel
> sistema di riferimento del magnete (spira soggetta a flusso tagliato),
> che in quello della spira (soggetta in tale caso ad un B variabile).
...
Scusa se ho tagliato molto del tuo post.

Prendendo spunto dalla domanda di Fabri e dopo aver letto il tuo reply, volevo
chiederti in che senso, secondo te, l'emissione di radiazione elettromagnetica
per diseccitamento di un atomo si puo' ricondurre ad un "moto relativo di
magneti cariche, ecc."
Ciao.

--
BlueRay
Pangloss 16 Dic 2015 15:47
[it.scienza.fisica 15 Dec 2015] Elio Fabri ha scritto:
> Pangloss ha scritto:
>>
> http://pangloss.ilbello.com/Fisica/Relativita/EM_relativita_galileiana.pdf
>>
>---------------------------------------------------------------------------
> "La dualità si evince anche osservando che le equazioni di Maxwell
> (scritte per una regione priva di sorgenti):
>
> div E = 0 div B = 0 rot E = -1/c @B/@t rot B = 1/c @E/@t
>
> si trasformano in se stesse scambiando fra loro i campi (E,B) e
> cambiandone uno di segno."
>
> La dualità significa che (in assenza di cariche e correnti) se E, B
> sono soluzioni, lo sono anche E1 = B, B1 = -E.
> Non mi è chiaro in che modo ciò determini le leggi di trasformazione.
>---------------------------------------------------------------------------

Nel mio pdf dapprima dimostro la formula (2) in modo "galileiano" usando la
composizione classica delle velocita' e l'invarianza (postulata) della forza
elettromagnetica e della carica elettrica; successivamente mi avvalgo della
dualita' per ricavare rapidamente la formula (3) dalla (2).
C'e' qualcosa che non va in tale dimostrazione?
Oppure sono stato troppo sbrigativo nella giustificazione della dualita'?

--
Elio Proietti
Valgioie (TO)
Giorgio Pastore 16 Dic 2015 17:14
Il 16/12/15 13:43, BlueRay ha scritto:
...
> Prendendo spunto dalla domanda di Fabri e dopo aver letto il tuo reply, volevo
chiederti in che senso,
> secondo te, l'emissione di radiazione elettromagnetica per diseccitamento di
un atomo si puo' ricondurre
> ad un "moto relativo di magneti cariche, ecc."

Non stai confondendo livelli diversi di descrizione dei fenomeni e.m. ?
La discussione precedente era tutta nell' ambito dell' e.m. classico.
Che c'azzecca la QED ?

Giorgio

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