Le leggi della Natura
 

Corpi in caduta, Galilei, principio di equivalenza

BlueRay 9 Apr 2015 09:07
Galilei introdusse una argomentazione razionale per sostenere la sua idea che,
in assenza di fattori resistenti (come l'attrito con l'aria) tutti i corpi
devono cadere con la stessa velocita', se lasciati insieme, indipendentemente
dal loro peso.


L'argomentazione, come noto e' la seguente: se il corpo A di peso maggiore del
corpo B, cadesse con velocita' maggiore di B, allora i corpi uniti insieme
dovrebbero muoversi ad una velocita' intermedia in quanto A tenderebbe ad
accelerare B e questo tenderebbe a frenarlo. Del resto i due corpi insieme
formano un corpo C piu' pesante di entrambi e quindi dovrebbe muoversi a
velocita' maggiore di A da solo.



Ora, questa argomentazione prescinde dalla seconda legge di Newton e mi pare
valida anche se applicata a proprieta' diverse dal peso, ad es. la carica
elettrica o altra proprieta' che aumenta se considero i due corpi come un
tutt'uno, percio' deve implicare qualcosa di piu' che la sola equivalenza massa
inerziale = massa gravitazionale. Ovvero che cosa?

--
BlueRay
Maurizio Frigeni 12 Apr 2015 09:48
BlueRay <blupanther@alice.it> wrote:

> Ora, questa argomentazione prescinde dalla seconda legge di Newton e mi
> pare valida anche se applicata a proprieta' diverse dal peso, ad es. la
> carica elettrica o altra proprieta' che aumenta se considero i due corpi
> come un tutt'uno, percio' deve implicare qualcosa di piu' che la sola
> equivalenza massa inerziale = massa gravitazionale. Ovvero che cosa?

In che senso il ragionamento di Galileo si potrebbe applicare ad altre
situazioni? Se prendo ad es. due corpi con cariche elettriche q e 2q e
la stessa massa m, e li pongo in un campo elettrico uniforme (in assenza
di altre forze), l'accelerazione del secondo è il doppio
dell'accelerazione del primo.

Se li unisco formo un solo corpo con carica 3q e massa 2m, la cui
accelerazione è effettivamente intermedia fra le precedenti. Questo
perché l'accelerazione dei corpi dipende in questo caso da due fattori:
la carica e la massa.

Il ragionamento di Galileo funziona perché l'accelerazione di un grave
dipende SOLO dalla sua massa, IMO.

M.

--
Per rispondermi via e-mail togli l'ovvio.
BlueRay 14 Apr 2015 19:56
Il giorno martedì 14 aprile 2015 18:15:02 UTC+2, Maurizio Frigeni ha scritto:
> BlueRay wrote:
>
>> Ora, questa argomentazione prescinde dalla seconda legge di Newton e mi
>> pare valida anche se applicata a proprieta' diverse dal peso, ad es. la
>> carica elettrica o altra proprieta' che aumenta se considero i due corpi
>> come un tutt'uno, percio' deve implicare qualcosa di piu' che la sola
>> equivalenza massa inerziale = massa gravitazionale. Ovvero che cosa?
>
> In che senso il ragionamento di Galileo si potrebbe applicare ad altre
> situazioni? Se prendo ad es. due corpi con cariche elettriche q e 2q e
> la stessa massa m, e li pongo in un campo elettrico uniforme (in assenza
> di altre forze), l'accelerazione del secondo č il doppio
> dell'accelerazione del primo.
>
> Se li unisco formo un solo corpo con carica 3q e massa 2m, la cui
> accelerazione e' effettivamente intermedia fra le precedenti. Questo
> perché l'accelerazione dei corpi dipende in questo caso da due fattori:
> la carica e la massa.
> Il ragionamento di Galileo funziona perché l'accelerazione di un grave
> dipende SOLO dalla sua massa, IMO.

Perfetto. Ma non hai colto il senso sottile del mio ragionamento (scusa, avevo
solo voglia di scrivere questa frase :-)) )






Quello che intendo dire e' che se Galilei avesse voluto confutare con un tale
tipo di argomentazione l'idea che la velocita' di caduta aumentasse con la
carica del corpo avrebbe detto: "se fosse vero che il corpo di carica q va a
velocita' v e quello di carica 2q va a velocita' V > v, collegando i due corpi
questi dovrebbero muoversi a velocita' intermedia in quanto quello a carica 2q
accelera quello a carica q che rallenta il primo; del resto, considerato come un
corpo unico, questo ha carica 3q > 2q, quindi come corpo unico dovrebbe invece
muoversi a velocita' U > V. La conclusione e' che la velocita' di un corpo
[acquisita se sottoposto ad un campo elettrico uniforme] non puo' aumentare
all'aumentare della carica". Io e te (e diversi altri :-) ) sappiamo benissimo
che questa conclusione e' errata, ma il ragionamento in se non sembra esserlo,
ad una prima *****isi.



Quello che manca e' il fatto che la velocita' di un corpo (oggi diremmo, piu'
propriamente, "l'accelerazione", dato che conosciamo la seconda legge di Newton)
possa dipendere anche da qualche altra proprieta' dei corpi, ovvero l'inerzia.
Il ragionamento di cui sopra funzionerebbe solo se la carica fosse proporzionale
all'inerzia (e sapendo che le inerzie si sommano).

--
BlueRay

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